L’attesa è stata lunga, ma finalmente è tornata _a blog list_ aggiornata ora a maggio 2008!
La precedente versione era datata ottobre 2007, ed in 6 mesi nella blogosfera possono cambiare parecchie cose. Adattare la lista al nuovo layout ha richiesto molto tempo, ma ne è valsa la pena: ora la pagina è molto compatta, consente un aggiornamento più veloce, ed disponibile anche una full english translation. Inoltre si sono sensibilmente ridotte imprecisioni e doppioni, ma se trovi ancora qualcosa che mi è sfuggito, fammelo sapere.
Questo aggiornamento è stato realizzato con l’aiuto di Romain Colin, l’autore di Fubiz, che mi ha proposto molti dei nuovi blog e che mi darà una mano a diffondere la lista. Quello francese è un blog che leggo da tre anni e questa collaborazione è una bella soddisfazione perché Fubiz è una delle più autorevoli fonti di coolness del web.
Scompare purtroppo la versione PDF della lista, per mancanza del tempo necessario alla compilazione. Sebbene il documento fosse molto apprezzato, il numero dei download complessivi (circa 4.000) non è stato sufficiente a convincermi a mantenere l’impegno, perché l’aggiornamento manuale è davvero complicato e lascia sempre dei refusi. Mi piacerebbe in futuro ripresentare il PDF, ma è necessario che trovi una maniera di sveltire il procedimento, o altrimenti uno sponsor generoso.
Dopo aver completato la quarta versione della lista, mi sbilancio in delle riflessioni su come cambia la blogosfera, perché credo che realizzare questi aggiornamenti sia un esercizio come pochi.
Il numero complessivo dei blog di qualità cresce, ma non come mi sarei aspettato un anno fa. Infatti, se da un lato i blog aggiunti sono stati circa 150 (ora indicati con “New”), il totale si aggira intorno le 570 unità perché compensato da quasi un centinaio di rimozioni, dovute all’interruzione del blog o alla riduzione delle pubblicazioni.
Perché ciò avviene? In parte credo sia fisiologico: tanti iniziano con entusiasmo, ma aggiornare almeno 3 volte la settimana un blog di qualità non è semplice. Serve tempo e questo alla lunga può venire a meno per tanti motivi, professionali o personali.
Inoltre credo che inizi a farsi sentire la “concorrenza”; ho la sensazione che il numero complessivo dei lettori non sia esploso, perlomeno non in maniera proporzionale al numero di blog. Oramai è arduo trovare una nicchia di informazione ancora scoperta, e mettersi, anche solo per gioco, in competizione con chi è “sulla piazza” da anni può essere scoraggiante.
C’è poi un ultimo aspetto, probabilmente il più rilevante, che il peso dei social network sul traffico complessivo è cresciuto. Molti dei navigatori che un paio di anni fa avrebbero aperto un proprio blog, ora preferiscono crearsi un profilo all’interno di comunità che condividono interessi comuni e che garantiscono un minimo di visibilità e scambio, piuttosto che costruirsi una reputazione nel mare aperto del web.
Tagliamo la testa al toro: se il blog è scritto in italiano, il guadagno con tutta probabilità sarà basso, molto basso. Se invece si usa l’inglese, è tutto un altro paio di maniche.
Premetto che la mia esperienza si riferisce soprattutto ai blog indipendenti che trattano i temi della creatività: design, grafica, moda, nuove tendenze etc, etc e che con il termine “indipendenti” intendo blog nati per mano di giovani designer o studenti per passione e curiosità, senza nessun business plan e concrete possibilità di tornaconto economico. Tuttavia dopo qualche mese, se il blog continua a pubblicare e a conquistare un numero maggiore di lettori, chiunque inizia a fare un pensierino su come guadagnarci qualcosa… ma come?
Ricevo spesso messaggi di giovani designer e studenti che mi chiedono quale sia la maniera migliore di pubblicare e tutelare i propri progetti sul web.
Per quanto riguarda i canali e le metodologie di diffusione per le notizie di design sono più che competente, ma ammetto invece di non sapere cosa rispondere a chi domanda:
“E se qualcuno mi ruba l’idea, producendo o vedendo un progetto che ha visto sul mio sito, prima che io lo registra o lo metta in produzione?”.
Ho lavorato a progetti di architettura, di interni e di grafica, ma sempre su incarichi assegnati da un committente o per concorsi. Non ho mai progettato in maniera autonoma prodotti, cercando successivamente un investitore, e conosco poco gli aspetti legali del diritto d’autore.
Rivolgo quindi la domanda ai lettori del blog, sapendo che tra essi ci sono esperti professionisti che potrebbero essere di aiuto ai più giovani.
È consigliabile pubblicare sul proprio sito, progetti non ancora realizzati e registrati?
Avere dei testimoni che dichiarano di avere visto un’idea portare prima la tua firma, è una garanzia sufficiente?
Rendere pubblici i propri progetti sul web offre garanzie sufficienti per l’autore o lo espone al rischio di vedersi copiato? Esistono precauzioni o distinguo da fare?
Internet può diventare per molti una grande ed economica vetrina pubblicitaria, ma il mio consiglio è di muoversi solo quando si è sicuri della bontà ed originalità dei propri progetti. Essere pubblicati su un blog celebre è una buona maniera di iniziare, ma in sé per sé garantisce poco, se non che l’autore del blog ha deciso di metterci la faccia.
Il successo di un prodotto dipende solamente dal prodotto stesso, ed esistono davvero fortunati casi di progetti che sono riesciti a colpire l’immaginazione di un ampio pubblico anche solo con pochi rendering. Uno degli esempi più clamorosi, è quello dell’americano Joey Roth: la sua teiera Sorapot ha fatto il giro dei blog di design ed ha procurato all’autore centinaia di mail con richieste di informazioni per l’acquisto … quando Sorapot era ancora solo il prototipo di un neolaureato in cerca del primo impiego! Se la storia di Joey ti interessa, consiglio di leggere l’intervista pubblicata da PSFK ad inizio aprile.
Tra comunicati stampa, segnalazioni e suggerimenti riceverò una trentina di mail la settimana. Capita che le segnalazioni più utili siano quelle che provengono da lettori non troppo addetti ai lavori, che si sono imbattuti per caso in qualcosa di interessante. Di solito, i designer e gli artisti che mi segnalano il proprio progetto hanno già fatto lo stesso con molti altri blog e perciò scelgo questo tipo di informazioni solo quando il prodotto è ottimo, oppure gli trovo una chiave di lettura molto personale.
Quelli che invece hanno minime possibilità di pubblicazione sono gli impersonali comunicati stampa inviati in CC da grandi aziende ed agenzie. Se non si trova il tempo di scrivere nemmeno un’intestazione dedicata per il blog contattato, significa che non si desidera poi così tanto ad essere pubblicati, o che il messaggio è arrivato anche a centinaia di altre redazioni.
Sono tanti i giovani designer, grafici e stilisti che mi scrivono cercando, giustamente, nei media indipendenti una visibilità che non trovano in quelli tradizionali. Purtroppo mi trovo a deluderli quando i loro progetti sono carini ma… non eccellenti.
Sono sempre scelte soggettive, ma il concetto stesso di blog è nato per esprimere un proprio e personalissimo punto di vista.
Gli esperti di web marketing conosceranno già la risposta, ma io che invece non ho ancora le idee chiare vorrei sapere cosa ne pensi tu.
Il visitatore che finisce per la prima volta nel sito di un’azienda attraverso un banner è da considerarsi “pregiato” quanto quello che trova il link nella sincera e appassionata recensione di un blog che legge regolarmente?
In realtà la domanda è retorica; sono convinto che il click proveniente da un contenuto redazionale (blog o social network che sia) valga più di quello da un banner pubblicitario, perché si presume che il lettore sia davvero interessato all’argomento, mentre la pubblicità per attirare l’attenzione del pubblico può ricorrere a malizie o messaggi indiretti.
Credo che la maggioranza dei lettori concorderà con questa tesi, ma è possibile dimostrarla? Ed è possibile quantificare il valore che un blog può generare?
C’è anche un altro aspetto da considerare, ancora più aleatorio, che un messaggio veicolato attraverso un blog ha più probabilità di generare un effetto virale, di quanto non ne abbia un banner pubblicitario, a meno che la campagna in questione non sia veramente spiazzante ed originale.
Scrivo alcune precisazioni, che non ho comunicato prima per non appesantire troppo la presentazione del nuovo blog.
- ELMANCO è consultabile con ogni tipo di browser, ma ottimizzato per Firefox. Se usi Explorer potresti vedere qualche errore: un altro buon motivo per passare ad un browser di gran lunga migliore (più sicuro, veloce e flessibile).
- Per potenziare il filtro anti-spam ho inserito tra i commenti la voce “codice di sicurezza”; questo significa che per commentare l’articolo devi ricopiare la parola in grassetto che compare lì di fianco. In genere è una parola senza senso di 4 o 5 lettere, tipo “ulae”, “tikou” etc, etc… serve qualche secondo in più, ma è piuttosto semplice.
- Il blogroll della colonna laterale è stato sfoltito parecchio, perché era diventato troppo lungo e, di conseguenza, poco efficace. Ora nella colonna laterale trovano spazio solo i blog/siti che leggo più spesso, mentre per chi cerca una panoramica più completa tornerà presto _a blog list_ aggiornata.
- Iscriversi (e cancellarsi) alla newsletter di ELMANCO è semplice e sicuro. La newsletter consiste in brevi avvisi degli eventi più importanti che riguardano il blog, e finora non ne ho inviati più di 2-3 all’anno. Non è possibile ricevere via mail il testo degli articoli, ma se vuoi essere aggiornato istantaneamente sui contenuti consiglio di utilizzare gli RSS feed. Se non sai cosa sono, te li spiega questo simpatico video.
- Ultimamente sono stato poco presente su Myspace, ma la pagina esiste ancora e presto l’aggiornerò. Sto invece pubblicando parecchio su Stumbleupon, che si è dimostrato un eccellente strumento per scoprire, e fare scoprire, i migliori contenuti del web. Se ancora non lo conosci ti consiglio di provarlo, mentre se lo usi già ti invito aggiungermi ai tuoi friend. Altri social network tipo Linkedin in questo momento mi interessano poco perché il tempo è tiranno.
Una delle ultime tendenze in fatto di web 2.0 sono i siti di… come definirli: progettazione collettiva? L’idea non è nuova, deriva dalla filosofia open source ed è già stata applicata ad altri campi, ma ora stanno scendendo in campo dei soggetti qualificati che potrebbero ottenere dei buoni risultati.
Sto parlando di siti che propongono brief di progetto da svolgere con il contributo di utenti registrati di tutto il mondo. L’unione fa la forza, e questi brain storming allargati possono produrre, o verificare, idee molto interessanti prima della messa in commercio. In realtà gestire questo processo non mi sembra per niente facile: la situazione ideale è quando la gente si ritrova insieme per progettare qualcosa che l’appassiona e che condivide, perché se i rapporti virtuali nascono invece occasionalmente può essere molto complesso stabilire la paternità dei contributi, ed i compensi.
Oltretutto la maggioranza di questi siti paga in dollari, e per gli europei il cambio non è certo favorevole.
In ogni caso qualcuno ci prova: poche settimane fa è stato lanciato in pompa magna Kluster, qualcosa di simile ma meno raffinato è Redesign me, ed esistono da tempo altri due esempi italiani: Creathead per il design e Zoopa per la pubblicità.
Buon ultima, ci prova anche NotCot, anche se con modalità differenti: sul blog saranno pubblicate tre fasi di progetto sviluppate insieme allo studio HERO Design, e si aspetteranno i commenti dei numerosissimi ed appassionati lettori, che possano indirizzare la strada migliore, oltre che creare un po’ di buzz e curiosità intorno a un prodotto che ancora non esiste!
Cosa ne pensi di questa tendenza? Conosci qualche altro esempio che mi sono sicuramente dimenticato?
La carta stampata ha dei tempi di pubblicazione fisicamente insormontabili, mentre l’editoria online può essere istantanea, o quasi. Nel giro di pochi minuti una notizia può finire su centinaia di blog ed aggregatori, e una volta in circolo le possibilità di rettifica sono minime. Questo dovrebbe portare ad una maggiore attenzione per i contenuti da parte di chi scrive, ma quello che avviene invece è l’esatto contrario.
“Ne ha parlato lui, cool, ne parlo anche io!”.
“Bella questa immagine, il tipo che l’ha realizzata deve essere un genio”.
Certe volte è così che funziona, ma per fare un servizio di qualità è consigliabile sapere bene cosa c’è dietro il prodotto o l’iniziativa. Scoprire che le cose non sono andate esattamente come le si è descritte, che l’autore non è chi si credeva o che addirittura ha copiato da altri significa fornire un brutto servizio.
Purtroppo confrontandosi con una sterminata platea di blog e siti di informazione, il timore di restare indietro e pubblicare argomenti “vecchi” e alto, e c’è il rischio di muoversi con troppa fretta. Informarsi, verificare ed approfondire richiede tempo prezioso, e dato che la maggioranza dei blogger non riceve nessun guadagno dalla sua attività, ma nemmeno nessun controllo, tutto è demandato alla propria coscienza.
Apparentemente Rumplo sembra il sito definitivo per chi cerca un t-shirt colorata ed originale da acquistare su internet. Non credo che avrei saputo progettare niente di meglio, tanta è l’efficienza della struttura, e sono curioso di verificare se il sito riscuoterà il successo che merita.
L’interfaccia è semplicissima, e formata da tante piccole anteprime di t-shirt che possono essere votate, commentate, ed indicizzate a seconda del colore, della tipologia e della popolarità. Tutti gli utenti registrati contribuiscono segnalando una t-shirt che amano o che hanno disegnato loro stessi, l’unico vincolo è che il prodotto sia stato stampato e che sia possibile acquistarlo online.
Quando 3-4 anni fa ho iniziato ad interessarmi alla blogosfera, erano pochi i blog di design e tendenze a pubblicare più di un articolo al giorno, mentre ora quelli più importanti si rincorrono rilasciandone fino a 4-5.
Perché questo avviene, e che conseguenze ha?
Le ragioni sono da cercare nell’esplosione numerica della blogosfera: siamo molti di più a leggere e scrivere, ed è diventato più facile trovare argomenti o novità irresistibili da pubblicare, ma anche gente disposta a scrivere a costi nulli o irrisori.
Il risultato è un sovraffollamento di informazioni: la qualità complessiva cresce, nonostante non tutti ne siano convinti, ma quella media si abbassa e trovare ciò che davvero interessa si fa più difficile perché distratti da tanti altri input.
Per tornare alla domanda iniziale, credo non esiste una risposta univoca perché dipende sempre dai casi e da gli obbiettivi. Per quanto mi riguarda posso dire che difficilmente pubblicherò più di 7-8 articoli alla settimana, per due motivi. Il primo è che sono solo a portare avanti ELMANCO, il secondo è che un numero maggiore ridurrebbe l’attenzione che il pubblico rivolge al singolo articolo e indirettamente mi porterebbe a dedicare uno sforzo minore alla sua compilazione. Insomma, meglio pochi ma buoni: 3 articoli al giorno aumenterebbero le visite, ma di certo non le triplicherebbero, e senza sufficienti entrate pubblicitarie non credo ne valga la pena.
Giusto ieri è stato lanciato Creatives Unlimited, l’ultimo progetto realizzato dagli studenti dell’istituto svedese Hyper Island, che è una delle migliori scuole in circolazione per la formazione dei futuri professionisti di media digitali.
Lo scopo del sito è far conoscere questi ragazzi, attualmente in cerca di importanti web agency che li scelgano per un periodo di stage a partire del mese di agosto 2008. Il sito è un buon biglietto da visita, e fa ben capire l’alto profilo internazionale dell’istituto svedese. L’unico italiano presente a bordo è il bravissimo Simone Magurno, già segnalato sulle pagine di ELMANCO.
Sembrano infinite le possibilità che possono scaturire dall’incontro tra la tecnologia del web e la fantasia dello spirito imprenditoriale. Uno dei siti 2.0 più originali che abbia visto negli ultimi tempi è Predictify, un sito che chiede agli iscritti di indovinare la risposta futura a quesiti di ogni tipo.
Ad esempio: chi vincerà il campionato di Formula 1 2008?? Apple renderà disponibile una versione sbloccata dell’iPhone? Quale sarà il cambio Euro/Dollaro tra 2 mesi?
Ci sono domande per tutti i gusti, e ad ogni risposta azzeccata si riceve un compenso in dollari, variabile a seconda della difficoltà e di altri parametri. Non mi sono iscritto ma il concetto mi sembra chiaro: aziende e agenzie hanno la possibilità di proporre questioni che le aiutano nella creazione di profili ed analisi di mercato (pubblicare una domanda ha un costo, e si può decidere se rendere pubbliche o meno le predizioni ricevute), mentre gli utenti sono incentivati ad impegnarsi in cambio di un immediato tornaconto .
Predictify avrà successo? Per sapere la risposta servirebbe conoscere ed utilizzare bene il servizio, ma se non hai fretta sarà il tempo, ancora una volta, a darci la risposta.
Adidas e Diesel hanno deciso di unire le proprie forze nella produzione di un’originale collezione jeans uomo-donna. Adidas non è nuova a collaborazioni del genere con altri brand per creare un valore aggiunto che vada oltre la semplice somma di due stili: si tratta sempre di produzioni molto esclusive che riscuotono buon successo, ma in questo caso non mi interessa entrare nel merito di un prodotto che conosco poco, quanto portare la tua attenzione sul sito che promuove l’iniziativa. 83 ways propone 83 strampalate maniere di sprecare il proprio tempo e chiede al pubblico di seguire questi discutibili ma divertenti esempi caricando sul sito un’immagine o un video di testimonianza. Un messaggio simpaticamente scorretto che rappresenta il più evidente contributo Diesel alla collaborazione, oltre ovviamente ai Jeans su cui compaiono le 3 celebri strisce Adidas! Il sito è una gioia per gli occhi di ogni designer: bello il layout, fantastiche le immagini e moderna la struttura per la gestione dei contributi che comprende commenti, tag, post e feed come ogni blog che si rispetti.
Tuttavia ho trovato ancora pochissimi contributi da parte dei visitatori: perché?
Mimoa (Mi Modern Architecture) è uno dei primi portali 2.0 di architettura che ho incontrato, e va segnalato sia per la bontà del layout, che per la qualità dei progetti pubblicati. Lo definisco 2.0 (termine probabilmente poco familiare alla gran parte degli architetti), perché nato esplicitamente per raccogliere il contributo degli utenti, che scelgono gli edifici da inserire nel database, per poi votarli e commentarli insieme a tutti gli iscritti. Per ora Mimoa contiene circa un migliaio di recensioni, tutte sul suolo europeo, e consultare questo sito prima di partire per un viaggio può essere utile per programmare le mete da visitare: l’integrazione con Google Maps è uno strumento molto potente. Europa Concorsi lo conoscerai già, giusto? Ecco, variare un po’ non fa mai male.
Netdiver ha pubblicato il suo Best of The Year 2007, una raccolta delle 100 migliori creazioni comparse nel web durante l’anno appena trascorso. La gran parte dei siti scelti sono il portfolio di web designer, illustratori e fotografi, ed apprezzo come trovino spazio sia lavori commerciali per grandi marchi che produzioni più o meno artistiche. Non sono riuscito a controllare tutto perché ci sarebbe da perderci delle giornate, ma il materiale scelto è di primissima qualità!
100 è un bel numero, ma è difficile pensare che non sia rimasto fuori qualcun altro di meritevole; ciò nonostante Netdiver si è sbilanciato con la nomina di un vincitore supremo, lo studio svedese Kokokaka.
Stefano mi segnala un evento milanese di cui non ero a conoscenza, ma che sembra proprio uno di quelli da consigliare: la conferenza di Bill Moggrdidge, che si terrà lunedì 3 marzo 2008 presso la Mediateca di Santa Teresa, in via della Moscova 28. Devo ammettere che non avevo mai sentito parlare finora di Bill, ma dato è che è stato uno dei fondatori di Ideo, e che nel 1981 ha progettato il primo laptop… qualcosa di interessante da dire l’avrà! La partecipazione è gratuita, ma è necessario essersi iscritti in precedenza su Meet the Media Guru.
Adobe ha creato una campagna pubblicitaria che presumibilmente fa da preludio al lancio di un nuovo prodotto. Questo video mostra tanti personaggi diversi che hanno in comune il fatto di essere qui per merito “suo”, e rimanda al sito www.sonoquipermeritosuo.com: un video wall formato da 100 caselle in cui è possibile caricare un proprio messaggio audio-video.
Nello spot è indicata una data, il 28 gennaio, ma il sito non fornisce molte altre spiegazioni se non l’invito a diventare uno dei 100. Di spazi vuoti ce ne sono ancora tanti, ma il 28 non è lontano, quindi se la cosa ti incuriosisce ti consiglio di affrettarti!
È finalmente online il nuovo sito di Group94!
Quando qualche anno iniziavo ad interessarmi di web design, i siti di Gruop94 mi stupivano per l’eleganza e l’originalità delle soluzioni. Ancora adesso, dopo averne viste di tutte i colori, la stima per questo studio belga resta alta, e sono felice che il recente redesign abbia guadagnato numerose segnalazioni nei principali blog e portali dedicati alla grafica.
La smania di personalizzare è ormai diffusa in ogni tipologia di prodotto: merito dell’evoluzione tecnologica che abbassato i costi, e di internet che ha semplificato le comunicazioni tra le aziende e i consumatori/utenti. Questa tendenza è stata cavalcata anche da Diesel, in occasione del lancio del profumo Fuel For Life. Nei mesi scorsi una sofisticata campagna pubblicitaria ha creato un discreto buzz intorno al prodotto, e da lunedì 22 ottobre sarà possibile ordinare una versione speciale di Fuel For Life. Diesel mi ha fatto provare in anteprima il bel sito che permette di ordinare una versione personale del profumo, scegliendo una delle numerose combinazioni possibili di colori e loghi con cui decorare la boccetta di profumo. Sarebbe stato fantastico scegliere la fragranza stessa miscelando i componenti come un piccolo chimico, ma per una cosa del genere forse dovremo attendere un web 3.0 che coinvolga anche altri sensi…
Ti ricordo che le segnalazioni targate ELMANCO non si trovano solamente in questa successione di articoli, ma anche:
- Qua di fianco. Sotto le categorie della colonna laterale di destra ci sono i quick links, dei consigli veloci che aggiorno in maniera irregolare. Molti di questi meriterebbero un vero e proprio articolo nella colonna principale, ma spesso non ho il tempo o la voglia: tutti i quick links pubblicati finora sono raggruppati sui miei Del.icio.us con una tag.
- Su Notcot.org, e su This Next. Per questi network ho segnalato meravigliosi prodotti e servizi; molti di questi, ma non tutti, sono doppioni di articoli già pubblicati sul mio blog, che mi permettono di raggiungere un più vasto pubblico di lingua inglese.
Non dimenticare inoltre la pagina su Myspace; se leggi ELMANCO regolarmente ti invito ad aggiungermi come amico e a lasciare un commento.