18 Apr 2008
Il futuro dei libri

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Sarà questo il futuro dei libri?
Chissà. Io credo che la carta stampata abbia ancora molti anni di vita davanti a sé, nonostante il ridimensionamento già in atto da tempo.
Questa provocazione è un’opera dell’artista / illustratore (designer?) inglese Kyle Bean.
(Via: It’s nice that)

15 Apr 2008
Commodore nostalgia

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Commodore risveglia tanti ricordi piacevoli, perché mi riporta agli anni in cui usavo il computer solo per giocare: C64 ed Amiga hanno accompagnato la mia infanzia ed adolescenza, fino ai primi anni di università quando, per ovvi motivi, ho iniziato a confrontarmi con gli onnipresenti PC.
Canadian resource ha raccolto una serie di pubblicità Commodore dei primi anni ’80, quando la battaglia con IBM ed Apple era ancora aperta, e quando ancora si credeva che l’uso del computer ci avrebbe permesso di lavorare meno: la mia preferita è quella che mostra un soddisfatto manager impegnato a bordo piscina davanti ad un computer portatile dal monitor microscopico e con 64K di memoria.

25 Mar 2008
Lego Mindostorm VS Cubo di Rubik

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Ho sempre pensato che le costruzioni Lego siano una buona palestra per creatività e l’abilità, ma quando il giocattolo diventa più intelligente del bambino, la cosa può essere inquietante. Io da piccolo non amavo il cubo di Rubik, e credo di non averne mai risolto nessuno da solo: ora invece è possibile costruire con il kit Lego Mindstorm un robot in grado di completare il cubo di Rubik in maniera autonoma in 5 minuti!
In realtà l’autore non è un ragazzino, si chiama Hans Andersson, ed è un programmatore svedese che ha finito con il rubare ai figli la scatola di costruzioni regalata loro.

6 Mar 2008
Hulger

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Dei telefoni Hulger se ne è già parlato molto nei blog di tutto il mondo che si occupano di design e tecnologia, ma credo che in futuro se ne parlerà anche in ambiti più ampi, perché il loro successo è strettamente connesso alla diffusione delle telefonate VOIP, una delle poche certezze che ci riserva il futuro.
In realtà Hulger non produce esattamente telefoni, ma accessori per le comunicazioni audio su computer e cellulari somiglianti ai primi familiari modelli di telefoni. Gli apparecchi Hulger sono compatibili con tutti i computer e con la gran parte dei cellulari, e permettono di rispondere ad una chiamata usando la classica e comodissima cornetta, tenendo a distanza di sicurezza le onde radio. A discapito di quelle che sono diventate le nostre abitudini, usare un micro telefonino o le cuffie+microfono di un computer non è il massimo della comodità e, se si ricevono molte telefonate, avere in ufficio o in casa un aggeggio del genere può essere utile, oltre che incredibilmente snob. L’inventore di Hulger è Nicolas Roope uno dei fondatori di Poke London, un’agenzia di comunicazione geniale ed irriverente come pochi.

29 Feb 2008
Salvadanaio moderno

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I tempi cambiano, e i contanti si usano sempre meno, a favore di bancomat e delle più svariate forme di pagamento digitale. Il designer Denis Bostandzic ha perciò avuto la bella idea di progettare un salvadanaio virtuale, che si riempie a colpi di carte di credito. Sembra il solito maialino in ceramica, ma nella fessura sul dorso va inserita la carta, che attraverso una connessione internet permette di versare un piccolo credito sul conto bancario impostato. Naturalmente si finisce col perdere il feedback fisico, in questo caso il peso delle monete, ma è un inconveniente a cui ci stiamo abituando, purtroppo.
(Via: Pan-Dan)

27 Feb 2008
Universcale by Nikon

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Nikon ha capito che una maniera efficace per farsi conoscere nel web è quella di produrre buoni contenuti, magari con investimenti maggiori in creatività a discapito della pubblicità. Da questa considerazione è nata l’Universcale, un’avvincente applicazione che aiuta a comprendere le dimensioni e le proporzioni dell’universo. Con un “disegno”, infatti, è più facile rapportare tra loro la grandezza di una proteina e quella di uno struzzo.
L’Universcale è una successione dinamica di silhoutte che rappresentano molecole, animali e pianeti attraverso una navigazione semplice e diretta. Questo strumento serve anche a farci indirettamente capire quale enorme contributo abbiano dato al progresso scientifico i microscopi e telescopi, costruiti con lenti che sono alla base del business Nikon.

15 Feb 2008
Polaroid cerca una nuova strada

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Nei giorni scorsi giornali e TV hanno dato largo spazio alla chiusura definitiva di Polaroid, il cui destino era ormai segnato da tempo. La sua scomparsa ha comprensibilmente suscitato interesse perché le macchine fotografiche istantanee sono sempre state viste da tutti con simpatia e curiosità, come ogni prodotto che ci aiuta a conservare i ricordi. La diffusione della fotografia digitale, non poteva però lasciare scampo a Polaroid: la possibilità di vedere immediatamente quanto scattato sullo spazioso monitor di un telefonino o di una macchina fotografica moderna è un’alternativa troppo comoda.
Polaroid ha perciò sbaraccato gli ultimi stabilimenti cercando di riconvertirsi, almeno parzialmente, nella produzione di minuscole stampanti portatili che consentono di avere immediatamente su supporto cartaceo le immagini scattate da altri dispositivi. Potrebbe sembrare la naturale evoluzione del loro business, ma in pratica temo che l’idea riscuoterà poco successo per questi motivi:
- Nel campo delle stampanti digitali Polaroid non arriva certo prima, tanti altri competitors sono sulla piazza da anni.
- Le necessità di avere una stampante tascabile esiste, ma è molto limitata. Il bisogno impellente di un’utente è vedere cosa ha scattato, poi che sia su un monitor o su un foglio poco importa.
- La diffusione di economiche stampanti a getto di inchiostro in case ed uffici è ormai massiccia; credo che i tempi stiano diventando duri anche per i tradizionali sviluppatori fotografici.
- La Zink technology sviluppata da Polaroid ha un logo che somiglia in maniera imbarazzante allo Zune di Microsoft. E questi sono sempre brutti segnali.
L’unica possibilità interessante che mi viene in mente, è quella di usare un supporto adesivo, così da poter stampare dei post-photo-it utili come appunti visivi o per lasciare souvenir in feste, discoteche ed eventi di vario genere.
È un po’ poco.

4 Feb 2008
Sketch Furniture by FRONT Design

Qualcuno si chiederà perché finora non ho mai parlato di Front Design; i motivi possono essere che la maggioranza dei lettori conoscerà già il gruppo formato di queste quattro giovani designer svedesi e che, quando i progetti sono sbilanciati verso l’arte piuttosto che il design, di solito preferisco non metter becco.
Tuttavia Front Design ha alcune intuizioni geniali, e il loro progettare detta inequivocabilmente tendenza: impossibile non considerarli un riferimento in ambito creativo. Una delle loro creazioni più stupefacenti è Sketch Furniture, un’esibizione a metà tra sogno e tecnologia, che puoi apprezzare guardando questo video.
Grazie ad una prototipazione rapida basata su un materiale plastico liquido, le designer hanno dato forma ad oggetti disegnati, anzi schizzati, a mano libera. Una serie di sensori rilevano la posizione della speciale penna, trasformando le sue coordinate nello spazio in un modello digitale in 3D da dare poi in pasto al prototipatore. Si tratta di un procedimento ancora grossolano, ma concettualmente il balzo nel futuro è notevole e sono curioso di vederne le possibili applicazioni. Sicuramente il limite maggiore, allo stato attuale, è dato dall’impossibilità di vedere in tempo reale cosa si sta disegnando, perché nell’aria non restano tracce del passaggio della speciale matita.

30 Jan 2008
Good Design Award 2007

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Sono stati resi noti i progetti vincitori dei Good Design Award 2007, assegnati da Chicago Athenaeum: Museum of Architecture and Design e The European Centre for Architecture Art Design and Urban Studies.
Il sito è spaventoso (non credo si sia evoluto molto rispetto agli awards del 1996), ma la selezione invece buona: ci sono tanti progetti ultranoti, ed alcuni che mi sembrano un po’ troppo ossequiosi verso gli uffici stampa, ma spulciando bene puoi fare delle belle scoperte. Nel seguito dell’articolo ho inserito qualche immagine dei miei preferiti.
(Via: Core77)

21 Dec 2007
Cosa fare sei ti rubano il cellulare

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Approfitto della popolarità di questo blog per lanciare un messaggio di pubblica utilità.
Purtroppo non tutti sanno ancora, nonostante questa possibilità esista già da alcuni anni, che se ti viene rubato il cellulare, è possibile renderlo inutilizzabile, indipendentemente dal’operatore e dalla scheda SIM utilizzata dal delinquente. Per farlo è sufficiente comunicare alla propria compagnia telefonica il codice IMEI del cellulare: si tratta di una lunga sequenza di numeri che trovi stampata sulla scatola contenente il cellulare al momento dell’acquisto, ma esistono anche altre maniere di recuperarla.
Un cellulare con il codice IMEI bloccato, è un cellulare che non può essere acceso, e quindi assolutamente inutile. Se tutti quelli che hanno perso un cellulare seguissero questa procedura, nessuno si prenderebbe più la briga di rubarli…
Il bello è che il blocco è sempre reversibile e, nel caso il tuo cellulare sia ritrovato, è poi possibile riattivarlo. Trovi informazioni più precise al riguardo nel sito della Ascii.
Se ti stai chiedendo quello che immagino la risposta è sì, ho perso il cellulare ed un coglione se l’è tenuto per sé: buon divertimento.

8 Oct 2007
Hyposurface


Hyposurface è un’incredibile tecnologia che permette di mostrare immagini fisicamente dinamiche. Spiegato a parole il concetto non rende, per rendersi conto di cosa sto parlando consiglio di guardare questo video.
Le pareti sono formate da piccoli mattoni-monitor che, oltre a cambiare colore, sono spinti avanti ed indietro dai pistoni retrostanti. Coordinando i movimenti con un computer è possibile ottenere un effetto impressionante: le pareti paiono prendere vita, come uno stadio quando i tifosi fanno la ola. Hyposurface è l’ideale per creare stupefacenti pannelli pubblicitari, ma se in futuro la tecnologia garantisse maggiore solidità ed efficienza, le applicazioni potrebbero essere diverse.
(Thanks Odoardo!)

6 Jun 2007
McFLY 2015

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McFLY 2015 è una bizzarra iniziativa retro-futuristica nata per convincere la Nike a mettere in produzione, entro il 2015, un modello di sneaker identico a quello indossato da Martin Mac Fly (aka Michael J. Fox) in Ritorno al futuro 2
Il leggendario film di Zemeckis, girato nel 1989, ben descriveva l’ipotetica città tipo americana del futuro per creare divertenti contrasti/paradossi con quella degli anni ’80 e ’50; l’abbigliamento del protagonista era curato nei minimi dettagli e sono sicuro che tantissimi bambini e ragazzi di allora siano rimasti affascinati da quelle avveniristiche calzature.
Ora che quello che nel film era il futuro sta per diventare il presente (mancano 8 anni), serve che la Nike inizi a darsi una mossa, perché di questo passo difficilmente vedremo davvero in vendita una sneaker come quella di McFly junior.
Se anche tu condividi questo nobile intento, firma la petizione!

2 Jun 2007
_a blog list_ june 2007

La lista è tornata.
Dopo l’aggiornamento di ELMANCO alla nuova piattaforma, non poteva mancare il relativo aggiornamento di _a blog list_, che tanto successo ha avuto.
Rispetto alla precedente versione di marzo ho eliminato alcuni blog (per lo più quelli che pubblicano pochissimo), inserito circa 70 new entries e cercato di correggere delle imprecisioni. La formula e la struttura delle categorie sono rimaste le stesse ed è sempre disponibile una versione PDF a quest’indirizzo che t’invito a condividere con chiunque credi possa trovarla utile, citando la fonte d’origine.
Il precedente PDF ha ricevuto quasi 1500 downloads, questa volta spero di farne molti di più!
_a blog list_ ora ha una pagina dedicata, raggiungibile anche dal menu alto. Enjoy it!

24 May 2007
Bionvega relaunched

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Una bella notizia per gli amanti del buon design: Brionvega, un marchio che ha fatto la storia design italiano, sta per rinascere, e lo farà in grande stile. Un’anteprima del concept su cui si sta lavorando per la nuova produzione è stato presentato alla Triennale di Milano durante la recente design week. Purtroppo sono riuscito a visitare il padiglione solo per pochissimo tempo, ma mi è bastato per ricevere un’ottima impressione, confermata dopo avere visto quali sono i progettisti della nuova Brionvega. Le forme del concept, chiaramente retrò, hanno una fortissima identità e possono davvero costituire qualcosa di nuovo nell’attuale panorama del home entertainment: attendo con fiducia la messa in commercio!
Il product design è opera dello studio v12design (da vedere il sito), mentre la comunicazione visiva è curata da Jesse Downer.

15 May 2007
Perché le emoticons Americane e Giapponesi sono differenti?

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Frizzifrizzi ha pubblicato la versione italiana di un’interessante post apparso sul leggendario Boingboing pochi giorni fa, e che mi era sfuggito. L’argomento sono le emoticons, le “faccine” che permettono con pochi segni ortografici di esprimere uno stato d’animo, e che sono diventate scorciatoie, ma anche qualcosa di più, per molti di noi nella compilazione di sms ed e-mail.
Un recente studio scientifico ha dimostrato come le differenze tra emoticons occidentali (americane) ed orientali (giapponesi), siano dovute alle differenti culture e convenzioni sociali tra i due popoli. Mentre le emoticons occidentali esprimono le emozioni soprattutto variando la rappresentazione della bocca, e sono lette orizzontalmente, quelle orientali si basano sui cambiamenti degli occhi. Questa diversità si spiega con la constatazione che “per loro cultura i giapponesi, in presenza di altri, tendono a reprimere le loro emozioni più di quanto facciano gli americani(ed in effetti basta farsi una scorpacciata di film e libri giapponesi per rendersene conto) quindi per capire meglio il vero stato d’animo di chi gli sta di fronte devono basarsi proprio sugli occhi, molto più difficili da controllare rispetto alla bocca.”.
La maggior parte di emoticons che vedo usate in Italia sono del tipo americano, ma non manca certo nemmeno l’altra tipologia, anche se la ritengo, ma forse in maniera errata, tipicamente femminile.

27 Apr 2007
Wireless Square | Mini design award 2007

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Mini design Award 2007, dal tema “La città che comunica”.
“L’obiettivo che si propone questo ultimo concorso lanciato nell’ambito del progetto triennale MINI Design Award avviato nel 2004 in collaborazione con l’Istituto Europeo di Design è appunto quello di restituire alla città la propria identità, caratterizzandola in quanto realtà unica e riconoscibile. Si tratta di concetti assai familiari per MINI che sulla propria inconfondibile identità ha costruito il proprio successo”.
Devo ammettere di avere sempre un po’ snobbato questo concorso, ma invece i progetti esposti sono tutti di gran qualità e credo che il vincitore credo meriti una segnalazione particolare.
La W2 (wireless square) di Piter Perbellini è una suggestiva idea di piazza per socializzare sia con il vicino che con il resto del mondo, un’attualissima soluzione per coniugare la comunicazione slow e fast. Intorno al monolite-ripetitore wi-fi si espande una successione di morbide sedute che riesce sia ad essere funzionale che ad esplicitare fisicamente la funzione del luogo. Una bella sintesi.

18 Apr 2007
Vaja cases

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I Vaja Cases sono dei bellissimi accessori per il trasporto e la protezione di dispositivi tecnologici d’uso oramai quotidiano, come palmari, laptop, lettori mp3 e console.
Non è facile stare al passo della frenetica evoluzione di questi prodotti, ma Vaja ci riesce bene, offrendo cases non adattabili, ma specifici per ogni diversa marca. La scelta stilistica di mischiare dettagli classici ed un largo uso della pelle, con colori accesi, è rivolta a chi apprezza un gusto molto contemporaneo.
E’ assolutamente da provare anche Vaja Choice, il sito che permette di personalizzare i cases disponibili, scegliendo gli abbinamenti di colore ed alcune finiture.
(Via: Notcom)

20 Mar 2007
A Personal touch for your notebook

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Personal touch è una delle ultime creazioni di AnAtomic Factory, uno studio fiorentino formato da giovani professionisti del design e della comunicazione. L’attività dello studio è costituita sia da progetti molto concreti che da altri decisamente sperimentali/concettuali.
Una delle idee che più mi è piaciuta è appunto quella di Personal Touch (bello anche il nome), che utilizza in maniera innovativa l’alcantara. Si tratta di un prodotto che consente di personalizzare la tastiera del proprio notebook con lettere e simboli adesivi ricoperte da un caldo e soffice strato di alcantara, disponibile in numerosi colori e textures. Sicuramente l’effetto finale può piacere o no, ma oramai la tecnologia è talmente diffusa che anche una possibilità di personalizzazione del genere può incontrare il favore di un certo pubblico.

8 Mar 2007
.MGX by Materialise

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Materialise è una società belga, nata all’interno dell’Università di Liegi, con un’importante esperienza nella prototipazione rapida applicata all’industria manifatturiera e medica.
Nel 2004 Materialise ha creato una divisione impiegata nel settore del design, denominata .MGX, che ha coinvolto un ampio team di progettisti di diversa nazionalità nella produzione di sistemi di illuminazione.
Comprensibilmente le lampade esaltano le peculiarità del software sviluppato da Materialise per il disegno di forme complesse in 3D: la maggior parte degli oggetti non si sarebbe potuto creare con tecniche diverse. E’ interessante la visione aziendale, la quale prefigura un futuro prossimo in cui non sarà più indispensabile acquistare fisicamente l’oggetto perché diventerà alla portata di molti una tecnologia che consentirà la sua riproduzione attraverso il file .MGX di progetto.

22 Feb 2007
My wishlist on This Next | 2