
Riconosco come quello di Arch. Maaik sia un umorismo da architetti (non sempre comprensibile ai non addetti ai lavori) ma dato che in Italia, e tra i lettori di ELMANCO, sono in tanti ad appartenere a questa bistrattata categoria, credo che un articolo sia doveroso.
Le strisce umoristiche disegnate dall’architetto fiammingo Mike Hermans raccontano le disavventure del suo alter ego Arch. Archibald e dei suoi stereotipati compagni: Gerald, l’ingegnere pratico e concreto che compensa la sfrenata creatività del socio, Fred, il brusco capocantiere, Maria, la moglie del cliente in grado di complicare le cose più semplici, e così via … fino all’irresistibile Concept, una personificazione delle idee progettuali di Archibald, che partecipa con veemenza al processo progettuale.
Ho trovato il primo fumetto di Maaik sul web qualche tempo fa, ed è stato amore a prima vista: non riesco ad immaginare niente di più divertente su questo tema.
Su Notcot sono venuto a conoscenza di una lunga intervista rilasciata al blog The Pompomist, in cui Mike spiega come il successo lo abbia portato ad abbandonare quasi del tutto la professione per dedicarsi a tempo pieno ai suoi personaggi.
Credo che Italia Arch. Maaik non sia ancora famoso quanto meriti e spero che questo articolo involga qualcuno a comprare i suoi libri; non mi aspetto di vedere mai i bambini andare a scuola con Archibald stampato sullo zaino, ma negli studi e nelle università di architettura Arch. Maaik dovrebbe essere un must.

Non sono sicuro che il pubblico italiano sia culturalmente pronto per un biliardino (o calcio balilla che dir si voglia) del genere, ma dal mio punto di vista questo progetto è uno spettacolo. Da decenni i bambini giocano con gli stessi modelli di biliardino, identici per forma e colori, e non è semplice mettere le mani su un prodotto che nella nostra società è visto solo come un trastullo da bar. Già mi immagino i possibili commenti degli avventori: “Ma che è? Una vasca da bagno?”.
Invece un locale che vuole differenziarsi con stile non dovrebbe rinunciare ad Eleven the game, disegnato dagli olandesi di Gro design e Tim model makers; in questa pagina trovi molte immagini ad alta risoluzione, anche delle fasi di costruzione.
Una sola obiezione: avere i giocatori delle due squadre dello stesso colore è senz’altro cool, ma poco funzionale …
(Via: Mocoloco)
Ho sempre pensato che le costruzioni Lego siano una buona palestra per creatività e l’abilità, ma quando il giocattolo diventa più intelligente del bambino, la cosa può essere inquietante. Io da piccolo non amavo il cubo di Rubik, e credo di non averne mai risolto nessuno da solo: ora invece è possibile costruire con il kit Lego Mindstorm un robot in grado di completare il cubo di Rubik in maniera autonoma in 5 minuti!
In realtà l’autore non è un ragazzino, si chiama Hans Andersson, ed è un programmatore svedese che ha finito con il rubare ai figli la scatola di costruzioni regalata loro.

Chissà se vedremo mai anche nei parchi giochi italiani uno splendido Moebius Climber. Permettere ai bambini di arrampicarsi sugli appigli distribuiti lungo un nastro di Mebius mi sembra divertente e cool, oltre che un utile esercizio fisico, e con un morbido fondo sottostante non credo ci siano pericoli per la sicurezza. Sono disponibili modelli di complessità differente, anche se purtroppo nessuno forma un nastro chiuso.
(Via: NotCot)

In un sito orientale di cui non comprendo la provenienza (Singapore, Indonesia?), ho trovato un’incredibile carrellata (in lingua tedesca) di idee per riutilizzare oggetti pronti alla pattumiera in tante e stravaganti maniere. Le proposte sono più o meno utili, molte di queste sono divertenti ma fini a se stesse, tuttavia vale sempre la pena vedere sfoggi di creatività e manualità del genere, che possono diventare fonte di ispirazione per progetti più importanti. Non perderti dunque il proseguimento dell’articolo, perché le tre immagini qua sopra ne sono solo un piccolissimo assaggio. Se conosci l’autore di queste creazioni, lascia un messaggio.

Non so come reagirebbero le disastrate poste italiane se si trovassero a consegnare una cartolina in legno, ma l’idea di Julie Teninbaum e Drus Dryden merita di arrivare a destinazione. In un mondo fatto di messaggi digitali inviati istantaneamente da un capo all’altro del mondo, prendersi il tempo di spedire un messaggio inciso nella corteccia è un lusso inaspettato che può farci riflettere e sorridere.
(Via: Bem Legaus)
Peter Crnokrak è un bravo grafico inglese, e Plusminus il nome del suo studio.
Il portfolio di Peter merita sicuramente una visita, ma ciò che più ha colpito la mia attenzione è un curioso progetto di design, che mette in evidenza un’esigenza a mio avviso, ma non per tutti, trascurabile. Questa ciambella per water è costruita con una materiale che cambia colore in vicinanza di fonti di calore, come ad esempio il corpo umano. Così facendo è possibile sapere se il bagno è stato recentemente usato da qualcuno prima di noi, e se sedendoci sopra la tazza percepiremo quello spiacevole tepore che ci lascia intimamente in contatto con uno sconosciuto.
E’ un progetto che ha un senso per i bagni pubblici, nonostante possa dare origine a situazioni imbarazzanti; non pronostico grande successo per questa idea, ma una riflessione del genere è sempre divertente.
Questo oggetto è utile? Sicuramente no.
E’ elegante? Nemmeno.
E’ folle? Questo sì, ma preferisco definirlo paradossale, perché una saliera dall’aspetto di una vite è uno dei design più inaspettati che abbia mai incontrato nel web.
Che ci sta a fare una massiccia vite in acciaio sulla tavola apparecchiata?! Eppure basta prenderla in mano per scoprire che la vite è flessibile, facendo così fuoriuscire il pepe dal corpo.
In vendita per una ventina di sterline su Gadgets.co.uk.
(Via: BoingBoing)
Questa è un’ideuzza che avevo avuto pure io qualche anno fa, purtroppo non possiedo la titanica pazienza di JK, un ragazzo americanoo che dal 1998 al 2006 si è ininterrottamente fotografato tutti i giorni nella stessa posizione e con la stessa espressione. Su You tube è disponibile un video che mostra in un minuto e mezzo l’evoluzione di 8 anni di vita, e magari tra 8 anni ci sarà un’altra puntata. Diventare famosi è facile!
(Via: Digital Soup)
Se sei un impiegato annoiato che ha del tempo da perdere, e possiedi buone abilità manuali, potresti trastullarti nella costruzione degli aggeggi mostrati in questo sito. Purtroppo le istruzioni sono scarse, e alcuni oggetti sembrano obbiettivamente difficili da realizzare, ma la sfida potrebbe essere affascinante.
Questa balestra in miniatura, ad esempio, sembra micidiale: forse con un arma del genere sulla scrivania il capo ti rispetterà di più!
(Via: SwissMiss)
Il design di questo gadget non è certo memorabile, ma dietro c’è della poesia (si fa per dire). Per 30 dollari puoi acquistare una macchina in grado di proiettare in casa un arcobaleno autentico!
L’articolo di oggi è dedicato alla giornata di Halloween, grazie a queste spaventose mollette da bucato Vespertilium, disegnate dai geniacci dello studio Art. Lebedev (se non lo conosci già, non perderti il loro intelligente portfolio). Belle da vedere sia “in volo”, sia quando penzolano a testa in giù dal cavo a cui sono appesi i panni da asciugare.
È stato sufficiente aggiungere le ali ad un oggetto di larghissimo consumo per ottenere qualcosa di nuovo e imprevedibile: col senno di poi sembra semplice, ma non lo è! (Via: Mocoloco)
Nel caso non lo conoscessi già, ti consiglio di vedere “A small world”, un Flickr set con soggetti microscopici che ti strapperà sicuramente qualche sorriso.
Adoro questa campagna pubblicitaria di Alma Magazine che interpreta il copy “L’ignoranza è inaccettabile” in maniera divertente.
Tre loghi universalmente conosciuti (la foglia d’acero del Canada, la svastica ed il segnale di rischio radioattivo) sono oggetto di stupidi malintesi discordanti dal raffinato trattamento rarefatto dei manifesti.

The line rider è un gioco in Flash che potete provare cliccando qui.
L’abilità consiste nel disegnare una linea su cui far scivolare lo slittino per il maggior tempo possibile. Vi consiglio di provare per qualche minuto a disegnare il vostro percorso e poi, una volta resi conto della difficoltà e dell’apparente noiosità, di guardare questi incredibili video! C’è gente che con ore di lavoro e tanta passione, ha creato delle cose pazzesche: largo alla fantasia. (Thank Roberto!)
Who tall are you non è semplicemente un metro da appendere a parete per conoscere la propria altezza, è anche uno strumento che ti permette di ridimensionare (in senso letterale) le più famose stars del cinema e dello spettacolo.
Non so se l’idea sia del tutto originale, ma qui hanno fatto le cose per bene ed offrono una divertente varietà di modelli.
(Via: Pan-Dan)
Questa foto “impossibile” è stata scattata al museo di arte contemporanea di Kanazawa, in Giappone. Si tratta di una installazione permanente realizzata dallo studio Sanaa. Il sito dello studio è molto scarno, ma se volete saperne di più sul loro lavoro c’è questa scheda di Design Boom.
Che dire, passeggiare sul fondo di una piscina senza bagnarsi è più facile di quel che sembra: basta versare l’acqua solamente sopra una lastra di vetro poggiata in superficie, ed entrare da una porta sotto il trampolino. Poi di interpretazioni a questa opera se ne possono trovare tante, scegli pure la tua preferita. Altre immagini le puoi trovare qui.
(Via: D di Repubblica)

Readymech è una fantastica collezione di paper toys disegnati da vari autori: i file PDF sono liberamente scaricabili e stampabili a questo indirizzo.
L’iniziativa è opera dello studio grafico americano Fwis, creatore di maggior parte dei toys. Readymech può anche essere considerata una buona vetrina per scoprire graphic designer ed illustratori; lo stesso studio Fwis, che prima non conoscevo, vanta un eccellente portfolio.
Dalle cartelle più recondite del mio hard disk è saltata fuori quest’immagine, raccolta chissà dove più di un anno fa (anzi se qualcuno conosce l’origine delle foto me lo scriva, ed inserirò i credit).
Lungi da me parlare di politica nel blog, ma questa furberia grafica realizzata da qualche ristoratore orientale è irresistibile.
Mi chiedo come sia nata l’insegna: si è scelto di storpiare proprio il logo di Forza Italia perché per forma e colori è fortemente riconducibile all’immaginario italiano, e quindi alla pizza, oppure si è scelto intenzionalmente di sfruttare la popolarità del partito? Quanto può essere conosciuto in Asia il logo del partito di Silvio Berlusconi? Un turista italiano andrebbe a mangiare in un ristorante che si presenta così?
Scrivi la tua opinione!
P.S. Ho scoperto dove trovai l’immagine: era in un Flickr set del bravo Gianluca!
P.S. 2 Ho scoperto che Pizza Italia è una pizzeria di Shanghai, questo è il loro sito…
















