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New Stark+Fossil watch

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E’ disponibile un nuovo orologio frutto della collaborazione tra Fossil e Stark: l’O-ring Digi.
Il design di questo modello mi sembra all’altezza dei precedenti, seppure se ne differenzi concretamente. L’O-ring infatti mischia in maniera spiazzante ma convincente le caratteristiche degli orologi tradizionali e digitali. Il quadrante ha la familiare forma circolare, ma possiede un insolito foro centrale. Il display digitale è senza lancette, ed indica le ore con un numero, mentre lo scorrere dei minuti è rappresentato da sessanta segmenti che in un’ora riempiono l’anello.

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XXX di Alessandro Busseni .

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Merita proprio una menzione speciale XXX – grafica, cura te ipsam, la tesi di laurea che Alessandro Busseni ha svolto a conclusione dei suoi studi in design della comunicazione. Il file .PDF della tesi è liberamente consultabile; ammetto di non avere ancora letto tutte le 260 pagine, ma per quelli di voi interessati allo stato della grafica nostrana, il consiglio è di terminare la lettura al più presto. XXX è un’indagine critica sulla grafica ed i grafici italiani contemporanei, frutto di una appassionata ricerca, molto personale e poco accademica. Interviste, analisi, diagrammi… invidio Alessandro per l’ottimo lavoro fatto.
M’incoraggia inoltre sapere che dei 10 comandamenti per un designer redatti dal Professor Francalanci ne stia rispettando quasi 8!
(Via: Freshcut)

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Luca Nichetto

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E’ da poco online il nuovo sito di Luca Nichetto, un giovane (è giovane per davvero, ha 30 anni) designer italiano che reputo tra i più promettenti. Dopo la laurea alla IUAV di Venezia, Luca ha iniziato a disegnare prodotti in vetro di Murano, per poi collaborare con aziende come Foscarini, Kristalia, Bosa, Disguincio e Meritalia. Nel 2006 ha fondato il suo studio, creando la società Nichetto&Partners che si occupa oltre che di Industrial Design anche di Design Consultant.
I suoi progetti appaiono immediatamente eleganti nelle forme, ma ad un’analisi poco più profonda è evidente come siano nati da un abile studio sulla funzione degli stessi.

Continua…

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Artefacture

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Non so perché abbia aspettato tanto per parlare di Artefacture, una delle tante etichette indipendenti scoperte grazie a Josh Spear quasi un anno e mezzo fa.
Dietro Artefacture c’è un designer che disegna prodotti per designer: chi altri potrebbe comprare una t-shirt con stampato “Design will save the world”? Il simpatico progettista in questione è Andrei Osika, di Boston; vale la pena guardare anche il suo portfolio, che comprende lavori di industrial, graphic e interactive design. Tornando alle maglie, molte di quelle in catalogo sono in saldo a 20 dollari: approfittane!

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Twelve Ten

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Davvero ottimo il portfolio dello studio grafico inglese Twelve Ten.
Le tipologie di clienti sono piuttosto varie: architetti, industria discografica e della moda, esercizi privati ed enti pubblici. Tutti i lavori sono accomunati da uno stile rigoroso che indirizza una sperimentazione grafica esuberante. Delle tre lunghe pagine di portofolio la mia preferita è la sezione dedicata alle illustrazioni, anche se in realtà tanti progetti finiscono col sovrapporsi.

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Pensateci un attimo, quante persone avete finora incontrato impegnate in una videochiamata? Dopo due anni e passa di martellante promozione, e dopo il consolidamento del quarto gestore di telefonia mobile (Tre ha fatto un bel pacco di abbonati), ho visto solamente una ragazza impegnata a videochiamare. Aspettava un treno a Bologna, ed evidentemente la lunga attesa la stava davvero annoiando.
Parliamoci chiaro, la videocomunicazione mobile non sta decollando e con tutta probabilità non lo farà per almeno diversi anni ancora.
I motivi del fallimento sono intrinseci al servizio stesso e non dipendono dalla scarsa diffusione di telefonini adatti. Per fare un buona videochiamata è utile il vivavoce ed è consigliabile rimanere fermi in ambiente abbastanza luminoso e silenzioso. L’auricolare è un accessorio comunemente accettato solo durante la guida di un veicolo, e senza auricolare la videochiamata va fatta interamente in vivavoce, esponendosi all’ascolto delle persone che ci stanno intorno. Il monitor dei videofonini è troppo piccolo, anche perché è necessario tenerlo ad una certa distanza per avere una buona ripresa, e le dimensioni del monitor non potranno aumentare nemmeno in futuro senza andare a discapito del comfort. Infine ci sarebbero da considerare gli eventuali problemi di privacy per quello che viene ripreso alle nostre spalle…
Senz’altro con la diffusione della banda larga e delle postazioni, la videochiamata da fisso avrà un futuro importante, ma la richiesta di videocomunicazione mobile è modesta, e frenata dai costi. Solo una tariffa molto vicina a quella della telefonia tradizionale, oppure degli abbonamenti flat estremamente convenienti, potrebbero svegliare un mercato che si avvia ad un importante ridimensionamento delle aspettative. Sarei proprio curioso quanti abbonamenti alla TV digitale mobile vengono rinnovati, una volta giunti alla scadenza!
Col senno di poi la fine sembrava inconsciamente annunciata da una delle prime pubblicità di Tre. Lo spot mostrava una famiglia che avvisava amici e parenti della nascita del figlio riprendendo il neonato in ospedale. Un evento del genere è indubbiamente una buona occasione per videochiamare, ma è significativo che non sia stato fatto un esempio più quotidiano…

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Riflessioni su Venezia

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Se la prossima volta che passate a Venezia vi trovate in cerca un souvenir ironico, fate un pensierino a questa inconsueta “Riflessione” che oooh!design offre della città. La Venezia più contemporanea, e meno turistica, può essere ben rappresentata da pins in metallo specchiato a forma di topo, piccione e morte-maschera di carnevale. Per ora sono in vendita solamente da “I love tourism”, il bel negozio-scommessa che dalla centralissima Piazza San Marco vuole promuovere una Venezia alternativa ai circuiti tradizionali, seguendo le indicazioni del bravo Giorgio Camuffo.

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Lago

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Negli ultimi mesi Lago ha ricevuto molta attenzione da parte della blogosfera e mi sono reso conto che non potevo trascurare quest’azienda, ottimo esempio di creatività italiana. Non ho trovato un solo prodotto della collezione Lago che si possa definire banale; alcuni sono magari meno riusciti, ma tutti cercano di inventare dettagli che diano personalità a prodotti tradizionali. La libreria Tangram è ormai diventata un’icona della ditta, 36E8 è una meraviglia e Net è riescito ad aggiungere qualcosa al familiare tema progettuale del cubo. Buono è anche il sito, funzionale ed attento alle ultime tendenze di webdesign, che contribuisce a trasmettere l’idea d’innovazione e ricercatezza di cui Lago si vuole appropriare. C’è anche il blog aziendale.

Continua…

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La Busta

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Nel disparato panorama di freepress, fanzine e pubblicazioni indipendenti di vario tipo è spuntata un’originale novità: la Busta.
Il progetto consiste nella distribuzione gratuita, con cadenza mensile, di una grossa busta in carta da pacchi di 22X22 centimetri. Per ora è possibile trovare la busta in selezionati club, shop e gallerie del nord e centro Italia.
Ma cosa c’è in questa busta?! Il bello dell’idea è tutto qua, nella curiosità che può stimolare l’apertura di un pacco sconosciuto… comunque la busta contiene flyer, adesivi e materiale sul mondo della musica, della moda, e dell’arte, più un poster disegnato in esclusiva per l’uscita. Il progetto ha un certo stile e punta a diventare un esclusivo contenitore di spazi, più o meno promozionali. (Via: Freshcut)

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L’appendiscarpe di Charlotte Tangye

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Bel colpo della giovane designer inglese Charlotte Tangye: il progetto di questa simpatica scarpiera da appendere al muro ha fatto il giro dei blog specializzati di mezzo mondo.
Effettivamente l’idea merita, con un semplice tubolare d’acciaio curvato Charlotte ha creato un sistema modulare, economico ed efficace. Pure un bambino può capire istintivamente la funzione di quest’oggetto.