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Mekanism

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Di Mekanism se ne è già parlato tanto sul web (io ne sentii parlare per la prima volta sul blog di Josh Spear un anno e passa fa) ma fino ad oggi ho sempre rimandato una pubblicazione perché fortunatamente di buoni progetti di cui parlare ne ho sempre un sacco in lista di attesa.
Oggi comunque è il turno di questa etichetta francese che produce tavole da skateboard incredibilmente raffinate, almeno dal punto di vista grafico, perché da quello tecnico non me ne intendo di certo.
Le illustrazioni che decorano le tavole sono di gran qualità; lo stile può considerarsi uno street style piuttosto geometrico, che si differenzia da quello di molti progetti analoghi. È sempre piacevole notare come in questo settore piccoli brand come Mekanism possono dimostrarsi concorrenziali con altri già ultra affermati.
Sulla scia del successo delle tavole da skate, sono state disegnate anche alcune t-shirt: tutti i prodotti sono in vendita in questo sito.
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The Line rider

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The line rider è un gioco in Flash che potete provare cliccando qui.
L’abilità consiste nel disegnare una linea su cui far scivolare lo slittino per il maggior tempo possibile. Vi consiglio di provare per qualche minuto a disegnare il vostro percorso e poi, una volta resi conto della difficoltà e dell’apparente noiosità, di guardare questi incredibili video! C’è gente che con ore di lavoro e tanta passione, ha creato delle cose pazzesche: largo alla fantasia. (Thank Roberto!)

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Enjoy caviar

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Questa illustrazione dello studio francese Enjoy Caviar fa parte della ricerca stilistica Spectravision, che ha prodotto una fantastica serie di poster e quaderni.
Il portfolio dello studio comprende anche webdesign e altri lavori tipografici, ma questa Spectravision ha davvero una marcia in più. Da vedere.

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Hyposurface

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Hyposurface è un’incredibile tecnologia che permette di mostrare immagini fisicamente dinamiche. Spiegato a parole il concetto non rende, per rendersi conto di cosa sto parlando consiglio di guardare questo video.
Le pareti sono formate da piccoli mattoni-monitor che, oltre a cambiare colore, sono spinti avanti ed indietro dai pistoni retrostanti. Coordinando i movimenti con un computer è possibile ottenere un effetto impressionante: le pareti paiono prendere vita, come uno stadio quando i tifosi fanno la ola. Hyposurface è l’ideale per creare stupefacenti pannelli pubblicitari, ma se in futuro la tecnologia garantisse maggiore solidità ed efficienza, le applicazioni potrebbero essere diverse.
(Thanks Odoardo!)

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Plus 41

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I bravi svizzeri di +41 la sanno lunga in fatto di grafica, applicata allo streetwear.
Sul sito, rigorosamente minimal, sono acquistabili le collezioni dal 2002 al 2006: t-shirt, polo e giacche vistose ma raffinate… da vedere, e da desiderare.

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Life Lounge meets Big Chief

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Dopo il successo del primo paper toy sono state pubblicate altre versioni del fortunato Big Chief. L’ultima è nata il 3 ottobre, ed è frutto di una bella collaborazione con gli australiani di Life Lounge. Per 22 giorni sarà possibile scaricare gratuitamente il template .PDF da stampare, ritagliare ed incollare; dopodiché il file si perderà nell’oblio del web.
Life Lounge è un ricchissimo portale dedicato a grafica, fotografia, musica e lifestyle che consiglio di visitare, sia per la qualità dei contenuti che del layout.
In questa occasione Big Chief è decorato con il logo di 22 Flavours, un progetto targato Life Lounge che ha coinvolto un gruppo di bravissimi illustratori nella creazione di una collezione di t-shirt.

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Sono 1 cm più alto di Johnny Deep

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Who tall are you non è semplicemente un metro da appendere a parete per conoscere la propria altezza, è anche uno strumento che ti permette di ridimensionare (in senso letterale) le più famose stars del cinema e dello spettacolo.
Non so se l’idea sia del tutto originale, ma qui hanno fatto le cose per bene ed offrono una divertente varietà di modelli.
(Via: Pan-Dan)

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Tokidoki

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Finora non ho mai parlato di Tokidoki, uno degli illustratori/designer/brand italiani più famosi al mondo, ma non certo perché non avessi stima del suo lavoro.
Al contrario, un articolo a riguardo era già in lavorazione un anno e mezzo fa. Poi mi son detto: ma tanto chi nella comunità dei grafici non lo conosce già?
Invece mi sono gradualmente reso conto che non tutti sanno chi sia Tokidoki, e che questi sta invece cercando di raggiungere un pubblico sempre più vasto e meno elitario. Perciò eccomi qua: Tokidoki è il nome d’arte di Simone Legno, un graphic/web designer con circa 10 anni di esperienza professionale, che ha imposto a livello mondiale un marchio nato come progetto personale. Tokidoki è sinonimo di figure femminili orientali, di giocosità e sensualità, un tema che Simone sente particolarmente suo. Questo stile è oramai diventato popolare e sono innumerevoli i lavori più o meno evidentemente ispirati al tratto di questo italo-giapponese.
La celebrità tra il grande pubblico è forse arrivata grazie alla collaborazione con Fornarina, per cui Tokidoki ha decorato capi di abbigliamento e borse, e più di recente dall’apertura a Milano del primo store dedicato, il 12 settembre scorso.
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La piscina del Kanazawa Art Museum

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Questa foto “impossibile” è stata scattata al museo di arte contemporanea di Kanazawa, in Giappone. Si tratta di una installazione permanente realizzata dallo studio Sanaa. Il sito dello studio è molto scarno, ma se volete saperne di più sul loro lavoro c’è questa scheda di Design Boom.
Che dire, passeggiare sul fondo di una piscina senza bagnarsi è più facile di quel che sembra: basta versare l’acqua solamente sopra una lastra di vetro poggiata in superficie, ed entrare da una porta sotto il trampolino. Poi di interpretazioni a questa opera se ne possono trovare tante, scegli pure la tua preferita. Altre immagini le puoi trovare qui.
(Via: D di Repubblica)

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Living Roome

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Living Roome è un nuovo magazine free-press, interamente dedicato alla creatività made in Roma. La rivista da spazio a progetti di architettura, di design e di interni realizzati nella capitale italiana, oppure a progettisti che operano nella città. Living Roome è distribuito gratuitamente in bar, negozi e numerosi locali pubblici; io ho avuto modo di sfogliare una copia del primo numero pubblicato a settembre.
Mi è sembrato un buon prodotto, soprattutto se si tiene conto della sua natura gratuita: la pubblicità non è nemmeno troppo evidente, e piuttosto curata. La qualità dell’edizione e la selezione dei progetti è senz’altro di mio gradimento ed ho molto piacere che un pubblico sempre più vasto dimostri interesse per la buona progettazione… sempre così difficile da vendere al cliente!