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Tavolo N – 7

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Su Designboom ho trovato delle belle immagini del tavolo N-7 visto nello spazio Casamania durante il Salone del mobile di Milano, e che non riuscii a fotografare.
Il tavolo è suggestivo perché, sfruttando le caratteristiche dell’alluminio ed un’intelligente sezione variabile, si dimostra perfettamente stabile nonostante si regga su due sole gambe. Visto in fotografia può apparire troppo “spaziale” ma dal vero mi ha lasciato una bella impressione: è un progetto forte e, come spiega il designer belga Norayr Khachatryan, ad alto contenuto di testosterone.
Prima di essere prodotto da Casamania, N – 7 è stato tra le proposte segnalate all’ultimo Premio Vico Magistretti indetto proprio da Designboom

N – 7 table, designed by belgian Norayr Khachatryan for Casamania. Aluminium plate is folded to obtain a striking and robust design.
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_ a blog list_ Maggio 2008

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L’attesa è stata lunga, ma finalmente è tornata _a blog list_ aggiornata ora a maggio 2008!
La precedente versione era datata ottobre 2007, ed in 6 mesi nella blogosfera possono cambiare parecchie cose. Adattare la lista al nuovo layout ha richiesto molto tempo, ma ne è valsa la pena: ora la pagina è molto compatta, consente un aggiornamento più veloce, ed disponibile anche una full english translation. Inoltre si sono sensibilmente ridotte imprecisioni e doppioni, ma se trovi ancora qualcosa che mi è sfuggito, fammelo sapere.
Questo aggiornamento è stato realizzato con l’aiuto di Romain Colin, l’autore di Fubiz, che mi ha proposto molti dei nuovi blog e che mi darà una mano a diffondere la lista. Quello francese è un blog che leggo da tre anni e questa collaborazione è una bella soddisfazione perché Fubiz è una delle più autorevoli fonti di coolness del web.
Scompare purtroppo la versione PDF della lista, per mancanza del tempo necessario alla compilazione. Sebbene il documento fosse molto apprezzato, il numero dei download complessivi (circa 4.000) non è stato sufficiente a convincermi a mantenere l’impegno, perché l’aggiornamento manuale è davvero complicato e lascia sempre dei refusi. Mi piacerebbe in futuro ripresentare il PDF, ma è necessario che trovi una maniera di sveltire il procedimento, o altrimenti uno sponsor generoso.

Dopo aver completato la quarta versione della lista, mi sbilancio in delle riflessioni su come cambia la blogosfera, perché credo che realizzare questi aggiornamenti sia un esercizio come pochi.
Il numero complessivo dei blog di qualità cresce, ma non come mi sarei aspettato un anno fa. Infatti, se da un lato i blog aggiunti sono stati circa 150 (ora indicati con “New”), il totale si aggira intorno le 570 unità perché compensato da quasi un centinaio di rimozioni, dovute all’interruzione del blog o alla riduzione delle pubblicazioni.
Perché ciò avviene? In parte credo sia fisiologico: tanti iniziano con entusiasmo, ma aggiornare almeno 3 volte la settimana un blog di qualità non è semplice. Serve tempo e questo alla lunga può venire a meno per tanti motivi, professionali o personali.
Inoltre credo che inizi a farsi sentire la “concorrenza”; ho la sensazione che il numero complessivo dei lettori non sia esploso, perlomeno non in maniera proporzionale al numero di blog. Oramai è arduo trovare una nicchia di informazione ancora scoperta, e mettersi, anche solo per gioco, in competizione con chi è “sulla piazza” da anni può essere scoraggiante.
C’è poi un ultimo aspetto, probabilmente il più rilevante, che il peso dei social network sul traffico complessivo è cresciuto. Molti dei navigatori che un paio di anni fa avrebbero aperto un proprio blog, ora preferiscono crearsi un profilo all’interno di comunità che condividono interessi comuni e che garantiscono un minimo di visibilità e scambio, piuttosto che costruirsi una reputazione nel mare aperto del web.

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Nokia mi ha inviato il nuovissimo cellulare 7900 Crystal Prism per scriverne una recensione, in occasione del suo sbarco in Italia. Dopo averlo testato qualche giorno, scrivo le mie impressioni, ed allego alcune immagini ravvicinate del telefono e della confezione.
Il cellulare fa parte della Prism Collection, una serie che si distingue per le scelte stilistiche coraggiose, ed è facilmente riconoscibile per le forme triangolari della tastiera. Questo modello è ancora più estroso dei precedenti, perché decorato con una texture geometrica – organica eseguita dalla fashion designer francese Frédérique Daubal.
Prima di questa occasione, non avevo mai sentito parlare della Daubal, nonostante esibisca un portfolio molto interessante, e vanti collaborazioni con altri importanti brand. Il lavoro svolto per la Nokia è molto buono, perché gli elementi grafici sono riconoscibili, flessibili ed adatti al prodotto. Un prodotto destinato alle ragazze in cerca di un cellulare moderno ma semplice, e che non desiderano vantarsi con le amiche di possedere un potentissimo smartphone ma un accessorio disegnato da una famosa stilista.
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Untho

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Untho è un brand streetwear nato nel 2004 come forma d’espressione del writer italiano Alessio Schiavon. A differenza di molti altri marchi che vantano sofisticati background artistici costruiti quasi a tavolino, ben sapendo che il fine ultimo è vendere dell’abbigliamento, Untho sembra sincero. Non conosco Alessio, e credo di aver visto dal vero una sola t-shirt Untho, ma osservando gli artworks e leggendo la storia della nascita del progetto riconosco autentico anticonformismo, e comprendo la titubanza dell’autore a mettere in gioco la sua opera con un progetto commerciale.
A conferma di ciò, ritengo che non tutti i modelli della collezione siano adeguati a sostenere l’impegnativo messaggio proposto, che rischia di essere banalizzato da alcuni formalismi tipici dello streetwear.
“Untho è più veloce di te”, “Untho è più ricco di te”, “Untho non è mai stanco”, Untho è un volto autoritario che ti squadra e ti provoca. Untho, acronimo di UrbanN TrasH Optimized, nasce quando il giovane Alessio arriva a Milano dalla provincia, e trova un amaro scenario urbano fatto di persone che si sforzano di apparire diverse da quello che sono. Untho è il volto che le rappresenta.
Puoi seguire Untho su Myspace, mentre qui è pubblicata un’interessante intervista.
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Behance inspiration: Rolled gold +

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È probabile che tu abbia già visto la stessa immagine nei negozi di dischi o in altri blog di grafica ed illustrazione (personalmente frequento più questi dei negozi!), ma per quanto possa essere nota, la copertina dell’ultima raccolta musicale dei Rolling Stones merita una segnalazione. Lo definisco un “lavoro perfetto” perché l’illustrazione di Rolled Gold + ha un buon impatto e trasmette perfettamente tre messaggi, ma nulla di più: l’aspetto del font rievoca quelli psichedelici degli anni ’70, lo sfavillio dell’oro rappresenta la preziosità della collezione, ed infine le geometrie tonde sono, insieme al fondo nero, un sottile richiamo ai dischi in vinile che hanno fatto la storia della musica Rock.
L’autore è Alex Trochut; non perderti il suo portfolio.

ELMANCO è guest curator di Behance Network, l’articolo fa parte di una serie che promuove la collaborazione.

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Quanto si guadagna con un blog?

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Tagliamo la testa al toro: se il blog è scritto in italiano, il guadagno con tutta probabilità sarà basso, molto basso. Se invece si usa l’inglese, è tutto un altro paio di maniche.
Premetto che la mia esperienza si riferisce soprattutto ai blog indipendenti che trattano i temi della creatività: design, grafica, moda, nuove tendenze etc, etc e che con il termine “indipendenti” intendo blog nati per mano di giovani designer o studenti per passione e curiosità, senza nessun business plan e concrete possibilità di tornaconto economico. Tuttavia dopo qualche mese, se il blog continua a pubblicare e a conquistare un numero maggiore di lettori, chiunque inizia a fare un pensierino su come guadagnarci qualcosa… ma come?
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Shilo

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Immagino che pochi lettori del blog potrebbero permettersi di comprare i servizi di Shilo, e quei pochi probabilmente conoscono già questa agenzia creativa americana con sedi anche in Europa. Shilo è specializzata nella produzione di video e animazioni 3D per pubblicità e cinema, e We make it good è il sito che raccoglie il portfolio più recente. Tra i clienti, ci sono MTV, HBO, IdN e via dicendo… i loro lavori sembrano una trasposizione video dei migliori esempi di grafica ed illustrazione che hai visto tante volte su questo blog.

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Kinesis by Technogym

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All’ultimo Salone del Mobile sono rimasto colpito dallo stand Technogym, dove era esposta Kinesis, la macchina progettata per allenarsi in casa. Avevo già visto Kinesis in foto, ma dal vero il prodotto da una grande impressione di efficienza e naturalezza; inoltre ho apprezzato dettagli come il piccolo display che gestisce le impostazioni della macchina.
Kinesis è definito il primo oggetto d’arredo design per la ginnastica, e si dimostra adatto ad ambienti contemporanei e sufficientemente minimal proprio perché non appare il solito attrezzo di sollevamento pesi. Questo grazie alla scelta di nascondere i meccanismi dietro le doghe in legno od una superficie vetrata.
L’aspetto interessante di questo prodotto è che non richiede un ambiente dedicato, dimostrandosi adatto anche all’installazione in un’ampia zona giorno o studio, sebbene non creda che chi possa permettersi un acquisto del genere abbia grossi problemi di spazio in casa.
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D-vision

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Un’ampia area dell’ultimo Salone Satellite era riservata a scuole di design di tutto il mondo, e purtroppo il quadro complessivo che ne ho ricevuto è stato molto deludente. Dell’istituto israeliano D-vision invece ricordo poco, tuttavia mi sono ritrovato in borsa il loro il depliant, perciò qualcosa di interessante nel loro stand l’avrò trovato. Visitare il loro sito è stata invece una sorpresa, perché della scena creativa mediorientale conosco poco ed ho trovato tante belle proposte da parte degli studenti, perlomeno in fase di concept.
I due progetti pubblicati in alto, Bubblicious e MotherBird, sono forse due degli oggetti più realizzabili, ma nel seguito dell’articolo ne ho pubblicati altri. Tutti i lavori degli studenti D-vision sono consultabili a questo indirizzo.
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Takeshi Sato

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Takeshi Sato è designer trentenne giapponese che si appena affacciato alla professione dopo aver lavorato in precedenza come ingegnere.
Al Salone Satellite era presente con le sue prime proposte: una serie di oggetti autoprodotti essenziali ma non banali, che convincono soprattutto per l’intelligenza dei gesti che ispirano. Il progetto qua sopra è Coat Hanger, un appendiabiti componibile che permette due diversi usi della gruccia; un po’ in stile Ikea.
Tutti i progetti pubblicati nel bel sito di Takeshi sono interessanti, nonostante le potenzialità commerciali mi sembrino basse.
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