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L’ombrello a rovescio

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Può sembrare la classica “giapponesata” (di fatto lo è) però il progetto di questo UnBRELLA merita di essere approfondito perché ci porta a una sempre utile riflessione sull’origine degli oggetti che meglio conosciamo.
UnBRELLA sembrerebbe il classico ombrello, se non fosse che il meccanismo di apertura è rovesciato all’esterno e le stecche che lo reggono si trovano sul lato superiore, così come avviene in un ponte strallato.
Questa variante ha alcuni vantaggi:
-       L’apertura è più sicura negli spazi angusti.
-       Non si viene mai a contatto con il lato bagnato dell’ombrello, anche quando viene chiuso.
-       L’ombrello si regge in piedi da solo, e non è necessario appoggiarlo a nessuna parete.
I punti di forza sono innegabili, anche se tutto sommato trascurabili, quindi perché l’ombrello che tutti conosciamo non è nato in questa maniera?

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Suppongo che la ragione sia da cercarsi nelle nobili origini dell’ombrello, un tempo oggetto destinato al ceto abbiente che poteva permettersi pure la servitù, e da scelte di carattere prettamente estetico. E’ evidente che il meccanismo di supporto delle stecche sia bruttino, e che si sia preferito nasconderlo perché rovinare l’aspetto di un oggetto prezioso sarebbe stato un peccato mortale.
Nessuno avrebbe mai pensato di mettere le stecche in cima all’ombrello, e questa consuetudine si è tramandata nei secoli.

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UnBRELLA ha qualche possibilità di diventare un prodotto di massa? Ovviamente no: i suoi vantaggi sono troppo deboli per rivoluzionare l’immaginario collettivo ed il rodato sistema produttivo degli ombrelli, ma questo non significa che gli oggetti che riteniamo più scontati non possano essere migliorati, quando li si vede da un punto di vista diverso e si rimuovano i condizionamenti culturali.
Una storia simile è quella dello Storm Umbrella olandese, cui dedicai un articolo nel 2007.

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Stefano Ricci

Sono un architetto che vive e lavora a Cesena. Costruzioni Lego, fumetti e cinema mi hanno spinto verso una professione di creativo e verso ELMANCO, nato nel lontano 2005. Nel corso degli anni il blog ha cambiato pelle molte volte, ed ora è dedicato alla mia passione per l'industrial e il graphic design. Se ELMANCO ti piace, suggeriscilo al tuo compagno di banco.

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