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Venturini e Giovannoni per Alessi

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Durante gli anni Ottanta sono avvenute grandi trasformazioni riguardo alle condizioni sociali nelle quali il design aveva fino ad allora operato. Si assiste alla scomparsa di “grandi mercati di massa”, a cui il design era destinato fino ad allora, e alla nascita di molteplici “piccoli mercati di tendenza” più caratterizzati sul piano espressivo.
Un’azienda che ha da subito intuito di dover lavorare sull’innovazione, la sperimentazione e le nuove tecnologie, per non far “perdere l’appetito” ai consumatori, è di sicuro ALESSIalessisottsass2
La ditta, fondata nel 1921 da Giovanni Alessi, mantiene, per lungo tempo, una produzione a carattere artigianale, pur sempre di qualità. È alla fine degli anni ’70 che, grazie al giovane Alberto Alessi, l’azienda intraprende il percorso di rinnovamento che la porterà a richiedere la collaborazione di architetti e designer di fama internazionale per perseguire una nuova poetica del progetto.
Uno dei primi grandi personaggi ad aprire le porte a queste collaborazioni fu Ettore Sottsass, illustre e influente maestro del design italiano.

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Nel suo linguaggio energico e nel suo disegno ricco di vitalità, non si ritrova traccia di qualsiasi forma di rigido intellettualismo. Grazie a questo autore si compie il primo passo verso il passaggio dagli articoli professionali agli accessori per la cucina dal gusto più ludico, diventati ormai il simbolo dell’azienda.

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Sì perché proprio di design ludico si tratta.
Gli studi e i progetti di Guido Venturini e Stefano Giovannoni in quegli anni sono l’esempio di come questo nuovo modo di pensare un oggetto abbia riscosso un grande successo. I designer, dopo un periodo di ricerca, cominciarono a fare una serie di sperimentazioni sul linguaggio ed in prima battuta venne fuori il vassoio Girotondo. «Vennero la prima volta a Crusinallo sul finire degli anni ’80 portando con loro una serie di schizzi – ricorda Alberto Alessi nel Giornale di Fabbrica – Erano due tipi molto curiosi e sentivo che la loro poetica giocosa ed elementare, spesso strettamente ispirata al linguaggio formale dei cartoon, avrebbe potuto dare risultati interessanti nel nostro catalogo: individuai tra i loro disegni un semplice vassoio dal bordo traforato con un motivo di omini, di quelli che si fanno da bambini con le forbici. Ed ecco nato il progetto Girotondo, destinato a diventare uno dei nostri best seller degli anni ‘90.».

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Reduci della fondazione del  movimento bolidista, i due designer, oggi famosi, erano all’inizio conosciuti come i King-Kong, i creatori di un prodotto che ha aperto un nuovo fortunato ciclo nella produzione dell’azienda, e che ha dato vita ad una visione in chiave giocosa dei prodotti di uso quotidiano.
«Ci chiamavano i King-Kong perché lavoravamo sempre insieme- racconta Guido Venturini.- Abbiamo cominciato con articoli, per lo più prototipi, che riguardavano la moda, come spille, accessori, jeans, per poter finanziare la nostra grande passione, il design nella casa. Il nostro percorso con Alessi è iniziato con Girotondo: all’inizio era solo un vassoio, poi è diventata tutta una serie di oggetti come il cestino, il portafrutta, il portagrissini, il sottopentola, la tazza, il portatoast, perfino le formine per ghiaccio e il contaminuti.».

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Il tentativo è stato quello di rapportare, attraverso un’icona figurativa, il contesto design con la cultura popolare e quindi rendere l’oggetto più comprensibile ad un largo numero di persone, poiché non tutti comprendono i codici spesso astratti del linguaggio del design. Questo progetto parla alla ragazzina di quindici anni, a sua madre, o alla sua nonna, è un oggetto che tutti possono capire, un oggetto veramente per tutti ed è diventato poi la famiglia di prodotti in assoluto più venduta nella storia delle aziende design, con oltre sette milioni di pezzi venduti.

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È così che un elemento, come un pattern dalle linee semplici, diviene mezzo di comunicazione capace di raggiungere livelli espressivi differenti, e catturare l’immaginazione del consumatore.

Scritto da:

Dario Sapienza
Sono nato a Catania nel 1994 e attualmente frequento il primo anno del Corso di Design del prodotto  industriale presso l’Università degli Studi di Ferrara. Sono sempre stato appassionato di arte e tecnologia, ed è per questo che ho deciso di mettermi in gioco iniziando questo ciclo di studi mirato alla formazione di personalità creative e originali.

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