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Il tecnigrafo di Steve Jobs

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English translation below by Gianluca Gimini.
Scommetto che pochi sanno che la primissima creazione di Steve Jobs era un solido e tradizionale tecnigrafo in legno, di quelli che una volta affollavano gli studi di architettura e ingegneria…
Scherzo ovviamente : ) le immagini che vedi in questo articolo non appartengono ad un prodotto Apple ma sono un’opera dell’artista Paolo Troilo che ha voluto rendere uno speciale omaggio al geniale Steve Jobs.

Vedere il simbolo della mela stampato sopra un’usurata superficie in legno è straniante, ma ci fa rendere conto quanto sia radicato nell’immaginario collettivo il brand Apple. Un piccolo logo su fondo bianco, e una cornice nera, sono sufficienti a stravolgere l’aspetto di uno oggetto ormai obsoleto e a farci, almeno per un istante, esitare dinnanzi ad esso.

Il titolo dell’opera di Paolo Troilo è “Thanx Steve”, e suppongo che l’intenzione del suo autore sia ricordarci a che punto eravamo prima delle rivoluzioni che Steve Jobs ha apportato ai personal computer, e di conseguenza al nostro modo di vivere e lavorare.

I miei primi esami all’università li ho preparati disegnando a mano su un tecnigrafo, mentre ora quando si pronuncia parola desktop penso immediatamente alla scrivania virtuale del computer.
Jobs merita davvero di essere ringraziato per tutto questo progresso tecnologico? Dato il lavoro che faccio dovrei dire di sì, ma non posso negare che ogni tanto qualche dubbio mi assalga.

(Via: First Floor Under)

I bet none of you know that Steve Jobs’ very first creation was a solid and trustworthy drafting table. One of those devices that up until a decade ago could easily be seen in architectural or engineering firms… Just kidding obviously : ) The images below don’t portray an Apple product but one of artist Paolo Troilo‘s latest works: his very special homage to Steve Jobs.

Seeing the Apple logo applied to a worn out wooden surface is odd to say the least and makes us realize how deeply this brand’s identity has been able to entrench our society. A small logo on a white background and a thin black frame are sufficient to make over this obsolete tool and catch our perplexed looks.
The title of this piece is “Thanx Steve” and I’m assuming its intent is to make us all stop and think where we were at  before the revolution that Steve Jobs brought to personal computing and consequently to our working methods.

The projects I used to hand in for my finals during my first years of Architecture school were hand  drawn on a drafting machine like this one. At that time the word desktop didn’t evoke anything virtual. But should Steve Jobs really be thanked for all this technological progress? Considering how much I use Apple products in my work and during my leisure time I shouldn’t be much in doubt, however at times I get the feeling that Jobs’ great entrepreneurial abilities and the amazing brand awareness that his companies achieved (symbolized by Paolo Troilo’s artwork) are being mixed up and mistaken with his merits as a technological innovator. Merits that he does have, but that not everyone considers  he shares with other less famous programming experts.

(Via: First Floor Under)

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Stefano Ricci

Sono un architetto che vive e lavora a Cesena. Costruzioni Lego, fumetti e cinema mi hanno spinto verso una professione di creativo e verso ELMANCO, nato nel lontano 2005. Nel corso degli anni il blog ha cambiato pelle molte volte, ed ora è dedicato alla mia passione per l'industrial e il graphic design. Se ELMANCO ti piace, suggeriscilo al tuo compagno di banco.

4 commenti »

  1. Sono un giovane grafico ancora in fase di studio;
    questo sito è molto ben fatto e offre degli spunti interessanti!

    Commento by teo155 — 30 novembre 2011 @ 10:35

  2. Grazie Stefano per aver pubblicato questo mio omaggio a jobs, in realtà ti invito a cercare le mie opere come pittore, in questa maniera capirai (per il metodo di lavoro che mi contraddistingue) che sono ben lontano dall’osannare la tecnologia. Questo è un tributo a chi non ha mai visto punti d’arrivo ma solo punti di partenza.

    ecco un modo per capire di cosa parlo…

    http://www.youtube.com/watch?v=1dcZN9DcrCo

    buona visione e grazie dello spazio dedicatomi.
    p

    Commento by troilo — 2 dicembre 2011 @ 14:54

  3. Ciao Paolo, grazie del commento, non ero riuscito a trovare un tuo sito personale.
    Avevo già visto i tuoi dipinti fatti a mano nude: affascinanti! Ma questa opera è più adatta per la linea editoriale di Elmanco ; )
    Mi fa piacere che hai voluto chiarire il senso della tua opera, che può avere un’interpretazione ambivalente; io stesso nell’articolo sollevo dei dubbi sui reali meriti della rivoluzione tecnologica di cui Jobs è stato uno degli artefici.

    Commento by Stefano Ricci — 2 dicembre 2011 @ 16:14

  4. Ciao stefano, dopo anni di rifiuto a breve avrò il mio sito. tra l’altro è anche la prima volta che mi cimento con commenti e blogs.
    A mio parere, il genio è sempre contraddittorio. Jobs ci ha dato degli strumenti tanto meravigliosi quanto pericolosi, ma questo è il rischio da correre quando si parla a un pubblico trasversale (in questo caso planetario). la maledizione di chi ha una visione è quella che non tutti gli occhi ne possano cogliere il vero valore.
    La verità sta nel mezzo, e non parlo di media, intendo che se si riesce a tenere sveglio il cervello e il corpo con attività dirette, si può godere, senza rischiare il prosciugamento dei neuroni, di tutta la tecnologia a disposizione. Per chiudere questo mio noioso insistere, credo che sia più costruttivo cercare di portare i meno svegli a capire che il loro iPad non è che una piccola percentuale, utile e divertente, delle attività creative e intellettuali che possono riempire e migliorare la nostra esistenza. Buon proseguimento e grazie ancora.
    p

    Commento by troilo — 4 dicembre 2011 @ 14:09

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