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Le donne di Frank Lloyd Wright

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“Ben presto nella vita mi trovai a scegliere fra una schietta arroganza e una ipocrita umiltà; scelsi l’arroganza”. F.L. Wright
Oggi parlo di design solo indirettamente, attraverso un libro che è sì una biografia di uno dei più grandi architetti di tutti i tempi, l’americano Frank Lloyd Wright, ma che descrive il suo protagonista soffermandosi su uno degli aspetti meno noti del personaggio: le relazioni sentimentali.

Le donne (Feltrinelli, 2009) di T. C. Boyle mi ha incuriosito proprio per questo punto di vista laterale, che svela l’anima profonda di un progettista in cui mi sono spesso imbattuto durante gli anni dell’università, come ogni studente di architettura.
Frank Lloyd Wright era un genio, ma se a metà della sua lunghissima vita era già diventato una leggenda vivente lo deve anche ad altri aspetti della sua personalità: la straordinaria vitalità, le grandi doti di comunicatore, e una spregiudicatezza che l’ha portato spesso oltre i limiti posti dalla legge e del buon senso. Il ritratto che ne viene fuori è quello di una persona estremamente egocentrica (un tipico effetto collaterale di tutti i creativi), irresistibile seduttore di donne e clienti che con altrettanta disinvoltura sapeva abbandonare, lasciandosi alle spalle famiglie furiose, debiti, e incarichi incompleti. Quando Wright voleva una cosa se la prendeva, e ad affrontare le conseguenze ci pensava solo quando era messo alle strette, facendosi forte del suo carisma e intuito. Intuito non infallibile, e che non l’ha messo al riparo da alcune terribili disgrazie che non sto a raccontare per non rovinare la sorpresa a chi intende leggere il libro.

Se pensi di leggere “Le donne” ti consiglio, infatti, di non cercare informazioni su Frank Lloyd Wright attraverso Wikipedia: tre mogli, una decina di figli propri ed acquisiti e un numero indefinito di innamorate sono numeri sufficienti per renderti conto delle innumerevoli esperienze che ha affrontato l’architetto in 92 anni di vita.
Leggendo quanto ho scritto finora, il libro potrebbe sembrare un ritratto anche troppo negativo di Wright invece il lettore finisce con l’essere ammaliato dal grande architetto di cui emergono anche gli aspetti oggettivamente positivi: il pacifismo militante, la lotta all’alcolismo e ad ogni tipo di droga, l’amore per la natura e sopratutto un ottimismo e tenacia inossidabili che gli hanno permesso di rialzarsi anche dopo le sconfitte più brucianti.

Il libro è ben costruito grazie sopratuto alla felice intuizione di T. C. Boyle, che lo ha scritto come se l’autore fosse un personaggio totalmente immaginario: uno studente giapponese di architettura che ha vissuto e lavorato (pagando per avere questo privilegio!) nella casa-studio di Taliesin tra gli anni ’30 e ’40. Il giovane ha verso Wright una devozione sconfinata, ma questa non lo trattiene dal commentare con acuto sarcasmo le scelte più bizzarre e discutibili del maestro, così distanti dalla rispettosa cultura orientale da cui lo studente proviene.

Un’ultima avvertenza: il libro è lungo, ed affrontare le tante pagine che descrivono le elecubrazioni di Miriam Noel (la più folle, affascinante ed arrabbiata delle mogli di Wright) può portare al limite la sopportazione maschile, ma credo che questo sia proprio l’intenzione dell’autore…

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Stefano Ricci

Sono un architetto che vive e lavora a Cesena. Costruzioni Lego, fumetti e cinema mi hanno spinto verso una professione di creativo e verso ELMANCO, nato nel lontano 2005. Nel corso degli anni il blog ha cambiato pelle molte volte, ed ora è dedicato alla mia passione per l'industrial e il graphic design. Se ELMANCO ti piace, suggeriscilo al tuo compagno di banco.

4 commenti »

  1. Grande Stefano, è stata una piacevole sorpresa trovare la tua recensione!
    In effetti il libro è molto articolato, ma trasmette un punto di vista alternativo e affascinante!
    Vederlo con gli occhi di chi ha vissuto attorno a lui ( non solo le mogli\amanti..) alla fine della lettura da l’impressione di conoscere l’”uomo” Wright…non solo l’architetto!!
    Personalemnte è stato molto utile per capire meglio il calibro del personaggio, e lo consiglio a tutti!

    G

    Commento by Gastone — 13 ottobre 2011 @ 09:30

  2. Io lo consiglio sopratutto agli architetti o a chi comunque si è già fatto un’idea di Wright… scoprire questi retroscena è molto spiazzante e divertente!
    Un buon libro

    Commento by Stefano Ricci — 13 ottobre 2011 @ 11:36

  3. Abbiamo inserito il link alla tua recensione sul post di oggi del sito della nostra libreria.
    http://www.nbnotabene.it

    Commento by Libreria nb — 9 marzo 2012 @ 15:31

  4. Grazie, mi fa piacere che vi sia piaciuta : )

    Commento by Stefano Ricci — 9 marzo 2012 @ 15:45

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