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Kevin Cyr

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Kevin Cyr è un artista americano affascinato dai vecchi veicoli usati e dagli spazi abbandonati, dai camper e furgoni che si sono resi utili e a cui il proprietario ha finito con l’affezionarsi. Ciò che ispira Kevin è il passaggio dell’uomo, evidenziato da un graffio, un disegno, o un’altra forma di personalizzazione. L’uso, e gli anni passati, rende agli occhi dell’artista questi soggetti più interessanti di una lussuosa auto nuova di zecca con una storia, ed un’esperienza umana, ancora tutta da scrivere.

Le opere di Kevin Cyr si possono dividere in due categorie: sculture e dipinti. La prima è trattata nel seguito dell’articolo, mentre per la seconda ti invito a leggere l’articolo gemello pubblicato dagli amici di Coca Colla, uno dei migliori blog italiani per illustrazione e street art.

Con il termine “sculture” intendo veicoli ed abitazioni perfettamente plausibili e funzionanti, ma costruiti da Kevin usando materiali di recupero. Bici che diventano camper o che trainano roulette, rifugi poggiati sul terreno o scavati al di sotto di esso, oppure tende da campo: questi sono gli allestimenti progettati e ricreati dall’artista con dovizia di particolari.

Sembrano oggetti esistenti da anni, e messi insieme un pezzo alla volta con fatica e fantasia, invece sono stati progettati a tavolino da Kevin Cyr. I precisi disegni a matita che accompagnano gli allestimenti durante le mostre, sono i surreali progetti esecutivi di opere che esaltano invece l’artigianalità e l’arte di arrangiarsi.

Ora puoi continuare la lettura su Coca Colla!

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Stefano Ricci

Sono un architetto che vive e lavora a Cesena. Costruzioni Lego, fumetti e cinema mi hanno spinto verso una professione di creativo e verso ELMANCO, nato nel lontano 2005. Nel corso degli anni il blog ha cambiato pelle molte volte, ed ora è dedicato alla mia passione per l'industrial e il graphic design. Se ELMANCO ti piace, suggeriscilo al tuo compagno di banco.

1 commento »

  1. Molto interessante il suo approccio, ha dato vita a un connubio stimolante tra riciclo e emotive design, facendo leva sul concetto di “storie”, ovvero quelle che raccontano ancora gli oggetti di cui ci si libera in fretta. É un’ottima idea usare la tecnologia obsoleta (tipo radio anni 80) per decorare gli spazi creati a tavolino. Mi sembra un’attivitá spendibile anche nel campo della scenografia cinematografica, vista la dovizia di particolari. Ottimo post.

    Commento by Alex — 26 settembre 2011 @ 09:48

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