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Non tutto il male vien per nuocere

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Tutti i bravi designer sono mossi dal costante desiderio di migliorare l’ambiente che li circonda, e di progettare oggetti capaci di rispondere alle esigenze dell’utente meglio di quelli attuali.
Questo è uno degli aspetti che distingue in primis il designer dall’artista. L’obbiettivo di quest’ultimo è differente: l’artista vuole innanzitutto emozionare e far riflettere il suo pubblico grazie ad una interpretazione personale della realtà. Non per questo il designer è meno egocentrico dell’artista … infatti il designer tende ad occuparsi dei problemi che lo riguardano, anche perché l’esperienza aiuta. E’ il caso delle Mobilegs, nate solamente dopo che l’infortunio al tallone ha costretto il designer Jeff Weber a camminare con un paio di scomode stampelle per molti giorni.
Weber ha sfruttato questo momento di disagio come un’opportunità ed è riuscito a progettare, e mettere in produzione, una stampella con caratteristiche vantaggiose rispetto ai modelli più comuni.
L’ergonomia è differente: le Mobiliegs hanno una curvatura centrale in corrispondenza della maniglia che consente al braccio di mantenere una postura più comoda e naturale. Sono disponibili due diverse regolazioni della lunghezza e l’imbottitura su cui poggia l’ascella è traspirante. Per quanto riguarda la sostenibilità, le innovative stampelle promettono di essere costruite impiegando il 30% di alluminio in meno rispetto allo standard, oltre a un più facile smontaggio dei componenti per il recupero dei materiali.
Infine la stampella ha una forma moderna e piacevole, un bel nome ed un bel logo; tutti aspetti imprescindibili per ritenerlo un progetto degno di pubblicazione.

P.S. Per gli amanti del marketing: sarebbe stato un bel colpo fotografare l’estate scorsa un Valentino Rossi zoppicante che si appoggia ad una Mobilegs targata 46, invece della solita vecchia gruccia!

Via (Designboom)

English version at the end >

All good designers are driven by the constant desire to improve the environment around them, and to design objects that can respond to user needs better than current ones.
This is one aspect that stands out above all the designers by the artist. The aim of the latter is different: the artist wants to move first and to reflect its audience through a personal interpretation of reality. Even so, the designer is less self-centered artist … in fact, the designer tends to deal with problems that concern him, because the experience helps. It ‘s the case of Mobilegs, born just after the heel injury has forced the designers Jeff Weber to walk with a couple of uncomfortable crutches for several days.

Weber has used this moment of discomfort as an opportunity and was able to design and put into production, a crutch with advantageous features compared to the more common.
The ergonomics are different: Mobiliegs have a central bend at the handle that allows the arm to maintain a posture more comfortable and natural. There are two different adjustments of the length of the padding on which the arm is breathable. Regarding sustainability, innovative crutches promise to be built using 30% less than the standard aluminum, as well as easier removal of components for material recovery.
Finally, the stand has a modern and pleasant, a nice name and a nice logo, all of which are essential for finding a project worthy of publication.

P.S. For lovers of marketing would be a coup last summer photographing Valentino Rossi a limp that is supported by a Mobilegs license plate 46, instead of the same old coat hanger

Via (Designboom)

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Stefano Ricci

Sono un architetto che vive e lavora a Cesena. Costruzioni Lego, fumetti e cinema mi hanno spinto verso una professione di creativo e verso ELMANCO, nato nel lontano 2005. Nel corso degli anni il blog ha cambiato pelle molte volte, ed ora è dedicato alla mia passione per l'industrial e il graphic design. Se ELMANCO ti piace, suggeriscilo al tuo compagno di banco.

1 commento »

  1. Bravo Jeff Weber! E massima stima per essere riuscito ad autoprodurre e commercializzare il prodotto.
    Questo bel progetto indaga un campo che a me personalmente interessa moltissimo e che considero ad oggi troppo poco esplorato.

    Tuttavia credo che ciò che rappresentano ora i sex toys(ovvero l’ultima frontiera del design “cutting edge”) lo rappresenteranno presto proprio questi dispositivi sanitari e forse un domani anche tutto quello che concerne il post mortem urne cinerarie, cofani etc). Sono infatti certo che man mano che la nostra generazione invecchierà farà percolare il gusto per il buon design fino alle sfere inesplorate di questi mercati oggi esistenti solo in nuce.

    Commento by Gianluca — 9 marzo 2011 @ 18:49

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