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I soldi fanno perdere credibilità al blogger?

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Questo è una domanda delicata: un blogger che guadagna soldi dalla sua attività editoriale, diventa più o meno credibile?
Come in tutti i lavori sono convinto che siano le persone a fare la differenza, ma essendo questa una “professione” veramente giovane, non si sa cosa aspettarsi e quali siano i termini di paragone. Un blogger che vende recensioni positive al migliore offerente è un blogger che sta compromettendo la propria credibilità ed il proprio futuro. Il pubblico del web è molto attento e soprattutto attivo, perché ha tante possibilità di lasciare un feedback. Un lettore che sente puzza di bruciato può decidere di lasciar perdere, ma tanti lettori delusi possono distruggere irreparabilmente la credibilità di una testata.
Ciò nonostante, sono rarissime le entità che rinunciare alle entrate pubblicitarie, quando se ne presenta la possibilità. Per quanto mi riguarda, vale la regola di evidenziare sempre chiaramente la pubblicità come tale anche se bisogna ammettere che esistano alcuni casi limite, che intendo affrontare.

Come comportarsi quando alcuni prodotti pubblicizzati attraverso banner o altre forme tradizionali meritano una recensione? Se li ritengo interessanti ne descrivo pregi e difetti, né più né meno come un prodotto trovato in negozio.
Come comportarsi quando vengono offerti prodotti e servizi per una recensione? In questo caso l’azienda aumenta le probabilità di vedere il prodotto pubblicato nel blog (avere la possibilità di testare il prodotto non capita tutti i giorni), ma vale sempre la regola di descriverne obbiettivamente pregi e difetti perché le bugie, come detto in precedenza, su internet hanno le gambe corte.

La speranza è che il futuro ci riservi un modello pubblicitario più mirato e sincero, ed anche meno invadente, ma pensare di aggirare del tutto la pubblicità è utopia. Il modello di alternare contenuti a pubblicità credo continuerà a essere quello dominante, ma potrebbero vedere la luce nuove strade più imprevedibili, ed eleganti. Uno dei migliori esempi che vedo in questo momento è senz’altro StumbleUpon, mentre mi sta un po’ deludendo ThisNext (troppe asfissianti “pubbliche relazioni”), ma chissà cosa ci riserverà il futuro.

Con questa sesta parte si concludono le “Chiacchere da blogger”. Sicuramente ci sono sedi più adatte e specifiche di questa per discutere tematiche importanti per il futuro dell’editoria online, ma da un blogger ci si aspetta che dica la sua su tutto quello che lo riguarda… giusto?!

Parte 5: Quanto si guadagna con un blog?
Parte 4: Le segnalazioni dei lettori
Parte 3: Vale più il click da un banner o da un articolo?
Parte 2: Tempi moderni
Parte 1: Quanti post scrivere al giorno?

Scritto da:

Stefano Ricci

Sono un architetto che vive e lavora a Cesena. Costruzioni Lego, fumetti e cinema mi hanno spinto verso una professione di creativo e verso ELMANCO, nato nel lontano 2005. Nel corso degli anni il blog ha cambiato pelle molte volte, ed ora è dedicato alla mia passione per l'industrial e il graphic design. Se ELMANCO ti piace, suggeriscilo al tuo compagno di banco.

6 commenti »

  1. io credo che per i blog si ripetano circostanze gia’ viste nei media: pero’ nei blog la conoscenza tra chi scrive e chi legge è molto piu’ personale – la prima volta che ho sentore di marketta o di inquinamento tra contenuti e pubblicità, smetto di leggere un blog e non torno piu’, e son molto deluso.
    Se la marketta la odoro sul Corriere, sono piu’ rassegnato e meno deluso, so come vanno le cose ecc. ecc. ma do’ anche meno fiducia a quello che scrive, normalmente.

    Commento by gluca — 15 maggio 2008 @ 16:41

  2. altra interessante discussione…per quanto non abbia partecipato attivamente a tutte le ho lette con molto interesse.
    secondo me la pubblicità non rovina un blog se i contenuti sono sinceri ed interessanti…ad esempio elmanco secondo me ha espresso sempre pregi e difetti in merito alle recensioni nate ad esempio da prodotti “dati in prova”.
    la pubblicità rovina un blog quando diventa invadente…ad esempio diversi mesi fà lasciai un commento su un blog per via della pubblicità invadente (esprimendo il mio parere in merito ad essa)…anche se avevo il blocco pop-up, non vedevo giusto essere attaccato dalla pubblicità …
    alla fine il commento fù rimosso (dopo nemmeno 1 ora) e cosi io ho rimosso anche loro dal mio lettore di feed….almeno abbiam fatto 1 pari :D

    ciao

    Commento by dontworrybecreative.it — 15 maggio 2008 @ 19:15

  3. Escludo il solo pensiero che la pubblicità sia il male, ed è per questo che nel nostro nuovo sito di citizen journal è stata inserita. I motivi sono semplici: 1. se si possono coprire i costi va bene; 2. se si può “redistribuire la ricchezza” agli altri autori come incentivo va bene; 3. se c’è pure qualche guadagno va bene uguale.

    Partendo dal presupposto che arrivare al punto 1. sarebbe già interessante (vi farò sapere se) sull’utilizzo di pubblicità ci sono mille sfumature. Come la si usa e soprattutto se i contenuti cambiano in funzione di questa e diventano “distorti” dalla realtà, dalla persona che scriveva e vi aveva entusiasmato a suo tempo.

    Per quel che ci riguarda noi l’abbiamo segnalata come legge vuole, con riquadro e dicitura “messaggio promozionale”. Anche questa, dal nostro personale punto di vista, è un modo per essere sinceri verso i propri lettori.

    Commento by Daniele — 15 maggio 2008 @ 20:04

  4. @ gluca: concordo, il punto è proprio questo. Nei blog si ripetono le stesse circostanze dei precedenti media ma, finchè i numeri sono “umani”, tra autore e pubblico c’è un rapporto molto più diretto.

    @ dontworrybecreative: quelli erano dei poveretti…

    @ Daniele: il problema è quando la pubblicità riesce in qualche modo ad influenzare i contenuti, uscendo dagli spazi assegnati.
    Io credo che dal punto di vista del lettore, la pubblicità sia quasi sempre il male.

    Commento by Stefano Ricci — 16 maggio 2008 @ 10:44

  5. Volevo farti i complimenti per questo spazio dedicato alle cosiddette “Chiacchiere da Blogger”. Un contributo schietto, originale e utile.
    Peccato solo che, a quanto pare, questo sia l’ultimo post a riguardo.

    Buon lavoro

    Commento by Alessio — 16 maggio 2008 @ 11:23

  6. Sinceramente non demonizzerei lo “spot” nei blog. Ovviamente il bloggher lo fa a suo rischio e pericolo. Se pensiamo al blog come informazione libera però, ed i post vertono alla pubblicizzazione di un prodotto, la cosa diventa rischiosa. Ossia, se diventa funzionale, è chiaro che molte aziende iniziano a sondare quasta strada, annacquando la già intasata blogosfera…
    Bisognerebbe riflettere sulle modalità, mi hai dato un interessante spunto…

    Commento by PEJA — 16 maggio 2008 @ 13:40

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