
Tagliamo la testa al toro: se il blog è scritto in italiano, il guadagno con tutta probabilità sarà basso, molto basso. Se invece si usa l’inglese, è tutto un altro paio di maniche.
Premetto che la mia esperienza si riferisce soprattutto ai blog indipendenti che trattano i temi della creatività: design, grafica, moda, nuove tendenze etc, etc e che con il termine “indipendenti” intendo blog nati per mano di giovani designer o studenti per passione e curiosità, senza nessun business plan e concrete possibilità di tornaconto economico. Tuttavia dopo qualche mese, se il blog continua a pubblicare e a conquistare un numero maggiore di lettori, chiunque inizia a fare un pensierino su come guadagnarci qualcosa… ma come?
Gli addetti ai lavori sanno bene quale reddito possono generare i Google Adsense ed i banner pubblicitari, ma la maggioranza dei lettori non ha idea di quali cifre stiamo parlando. Per fare un esempio vicino, un blog come questo, che ha circa 1000 contatti giornalieri ed un numero doppio di pagine viste, molto difficilmente potrà fruttare più di 300 euro lordi al mese… stando abbondanti e facendo una media con i periodi di magra.
Arduo anche quantificare le ore di lavoro necessarie per costruirsi una reputazione del genere, anche se l’impegno è relativo e può dipendere dagli argomenti trattati; è più facile fare certi numeri quando si parla di calcio, sesso o politica, piuttosto che di design. Tuttavia l’attività più evidente, la scrittura degli articoli, occupa solo un terzo del tempo complessivo necessario per portare avanti l’attività: ricerca, pubbliche relazioni e web design non possono mai essere trascurate. La differenza tra un blog di qualità ed un blog fatto di copia ed incolla è evidente anche ad un lettore di minima esperienza.
Per avere introiti pubblicitari soddisfacenti servono molti più visitatori, ed è facile capire che scrivendo in inglese la platea è potenzialmente 20-30 volte più ampia.
Tuttavia un blog apprezzato è sempre un ottimo biglietto da visita e può spianare la strada a professioni più redditizie, oppure fornire visibilità alle attività collaterali dell’autore: due vantaggi che possano naturalmente ripagare l’impegno sostenuto.
Parte 4: Le segnalazioni dei lettori
Parte 3: Vale più il click da un banner o da un articolo?
Parte 2: Tempi moderni
Parte 1: Quanti post scrivere al giorno?





concordo in pieno, se l’obiettivo è quello di monetizzare bisogna scrivere in inglese ma anche, e soprattutto, saper scrivere con qualità su temi di nicchia (trattare argomenti in modo generalista vuol dire mettersi in competizione con publisher di grandi dimensioni).
La soddisfazione di avere un blog, imho, è quella di poter entrare in contatto con persone che condividono i tuoi interessi..da queste relazioni poi, se si è fortunati, possono nascere anche opportunità di lavoro/business
Noto che Elmanco è un blog altamente ottimizzato per “acciuffare” visitatori dal grande motore google e il suo proprietario/autore non è uno sciocco. Solamente il titolo di questo post è uno specchietto per allodole, anzi per keywords.
Comunque condivido in toto l’opinione di Stefano Ricci per quanto riguarda la misera possibilità di business in Italia.
Non credo che stefano metta questi articoli solo per alzare le visite in modo disonesto. Se così fosse ha sbagliato parecchio, l’esperienza personale mi ha insegnato che basta mettere la parola “tette” in un titolo per veder triplicare le visite, provare per credere!
Non ho affermato che Stefano sia stato disonesto, perchè non ho nulla in contrario su queste mosse di SEO-marketing.
Ciao Alessandro, non preoccuparti non mi sono offeso, ma questo articolo non certo è nato per guadagnare più visitatori attraverso Google.
Mi interessa questa tematica, che come vedi fa parte di una serie molto articolata… magari non cattura l’attenzione di tutti i lettori regolari, ma è una specie di spazio-confessione che mi piace pubblicare.
Chiaramente cerco di far conoscere il più possibile ogni articolo attraverso social network ed aggregatori, ma in genere i contatti provenienti da Google non superano mai il 20% del totale. A dire il vero non mi sembra nemmeno che questo articolo compaia nelle prime pagine della ricerca su Google… è già stato declassato?! Che parole hai usato?