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Vale di più il click da un banner o da un articolo?

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Gli esperti di web marketing conosceranno già la risposta, ma io che invece non ho ancora le idee chiare vorrei sapere cosa ne pensi tu.
Il visitatore che finisce per la prima volta nel sito di un’azienda attraverso un banner è da considerarsi “pregiato” quanto quello che trova il link nella sincera e appassionata recensione di un blog che legge regolarmente?
In realtà la domanda è retorica; sono convinto che il click proveniente da un contenuto redazionale (blog o social network che sia) valga più di quello da un banner pubblicitario, perché si presume che il lettore sia davvero interessato all’argomento, mentre la pubblicità per attirare l’attenzione del pubblico può ricorrere a malizie o messaggi indiretti.
Credo che la maggioranza dei lettori concorderà con questa tesi, ma è possibile dimostrarla? Ed è possibile quantificare il valore che un blog può generare?
C’è anche un altro aspetto da considerare, ancora più aleatorio, che un messaggio veicolato attraverso un blog ha più probabilità di generare un effetto virale, di quanto non ne abbia un banner pubblicitario, a meno che la campagna in questione non sia veramente spiazzante ed originale.

Parte 6: I soldi fanno perdere credibilità al blogger?
Parte 5: Quanto si guadagna con un blog?
Parte 4: Le segnalazioni dei lettori
Parte 2: Tempi moderni
Parte 1: Quanti post scrivere al giorno?

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Stefano Ricci

Sono un architetto che vive e lavora a Cesena. Costruzioni Lego, fumetti e cinema mi hanno spinto verso una professione di creativo e verso ELMANCO, nato nel lontano 2005. Nel corso degli anni il blog ha cambiato pelle molte volte, ed ora è dedicato alla mia passione per l'industrial e il graphic design. Se ELMANCO ti piace, suggeriscilo al tuo compagno di banco.

7 commenti »

  1. qui stiamo pestando un campo minato…
    La teoria vuole che tu abbia ragione, un po’ per motivi carismatici ed un po’ per motivi matematici.
    Il discorso del carisma è semplice: se un utente arriva a cliccare il link del post sul prodotto X, vuol dire che innanzitutto gli interessa l’argomento, se frequenta il blog che lo tratta, poi gli interessa il prodotto, se tra i vari post becca proprio quello, mentre un banner pubblicitario lo puoi cliccare anche solo perchè ti ha incuriosito: ad esempio di recente mi attirava quello dei Blade Server IBM, ma di certo non ne comprerò uno!
    La questione matematica è ancora più semplice: metti che l’utente che arriva dal post abbia valore 10, e quello che clicca il banner pure valga 10 (anche se probabilmente varrà meno). Il banner l’azienda l’ha pagato 3, o 5, o magari 9, perciò il guadagno è di certo inferiore.

    Però…
    La quantità di banner di un prodotto sarà con poche eccezioni enormemente superiore a quella degli articoli che ne parlano. E non è detto che i suddetti articoli non siano “pilotati”, ci sono molte banche dei post in rete e non tutti i siti che le usano lo dichiarano (basta visitarle per verificare).

    Commento by Lukino — 27 marzo 2008 @ 15:28

  2. Ciao Stefano.
    Il motivo per cui vale molto di più un link da un articolo è semplice: Google.
    Un banner non aumenta il valore del sito a cui punta, un anchor text (soprattutto de ben concepito) sì.
    Ma questa è accademia, bisognerebbe valutare lo specifico caso.

    Mr Oz

    PS: È possibile quantificare il valore che un blog può generare, o almeno farsene un’idea, per esempio facendo un giro qui: http://www.reviewme.com

    Commento by Mr Oz — 27 marzo 2008 @ 16:28

  3. Eh sì, un terreno minato, ma su questo blog bando alle ipocrisie.

    Io credo che alla lunga sia sempre il pubblico a stabilire il successo di una “notizia” perchè gli strumenti di feedback negativo non mancano.

    @ Mr. Oz: quello che dici tu è vero, ma guadagnare page rank non è l’unico aspetto. Inoltre negli ultimi tempi google ha penalizzato i blog che inserivano link a pagamento, ed in futuro gli strumenti di rilevazione potrebbero diventare sempre più efficaci.

    Con valore di un articolo mi riferivo al carisma, al prestigio, che una recensione positiva può dare ad un prodotto e quindi aumentare indirettamente le sue probabilità di passaparola.

    Commento by Stefano Ricci — 28 marzo 2008 @ 09:35

  4. beh, è semplice: se mi dici tu che è un negozio di magliette è imperdibile, clicco subito. se me lo dice un banner, clicco solo se non ho niente da fare :)

    Commento by Gianluca — 28 marzo 2008 @ 23:24

  5. Un blogger che parla bene di un prodotto e lo linka genera un’ondata di interesse che dopo un tot di tempo si spegne.
    Le ripercussioni che quel link ha sul ranking del sito del prodotto sono molto più durature, perché generano un flusso continuo di visitatori che arrivano da Google.
    Chi compra un post su Reviewme non lo fa tanto per la qualità della recensione del blogger, che potrebbe anche scrivere cose inesatte o addirittura parlar male del prodotto, ma per sparpagliare un gran numero di link, con anchor text mirati.
    Questa è la direzione che sta prendendo il marketing sui blog e i social network, e non so se possiamo ritenerci soddisfatti.
    Altra cosa è il passaparola tra persone “fidate”, dal quale spero che il marketing (così come lo intendiamo fino ad oggi) resti fuori il più a lungo possibile.

    Commento by Mr Oz — 29 marzo 2008 @ 01:00

  6. @ Gianluca: condivido, ma detto così allora il banner non servirebbe quasi a nulla, e in effetti… Io inizio a pensare che il banner abbia il massimo dell’efficacia quando non ci si aspetti che generi un alto numero di click, quando cioè è il banner di un grande azienda/brand che ha interesse anche solo ad apparire, a marcare il territorio, in siti pregiati. Oppure banner che servano a promuovere eventi della “first life” o di iniziative VERAMENTE coinvolgenti, perchè l’attenzione di chi clicca su un banner è molto volatile.

    @ Mr. Oz: se queste tecniche prendono sempre più piede, penso che Google riuscirà a trovarci delle contromisure.

    Commento by Stefano Ricci — 31 marzo 2008 @ 09:22

  7. è vero che Google è forte, ma non si può neanche valutare tutto in base a lui. Ora domina il mercato ma non sarà per sempre, come la storia di altri motori dimostra (e cosa sempre più evidente nei risultati che rimanda).

    Commento by Margherita — 2 aprile 2008 @ 11:53

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