chiacchere-2.jpg

Tempi moderni

Scritto il: Scritto da:

2

La carta stampata ha dei tempi di pubblicazione fisicamente insormontabili, mentre l’editoria online può essere istantanea, o quasi. Nel giro di pochi minuti una notizia può finire su centinaia di blog ed aggregatori, e una volta in circolo le possibilità di rettifica sono minime. Questo dovrebbe portare ad una maggiore attenzione per i contenuti da parte di chi scrive, ma quello che avviene invece è l’esatto contrario.
“Ne ha parlato lui, cool, ne parlo anche io!”.
“Bella questa immagine, il tipo che l’ha realizzata deve essere un genio”.
Certe volte è così che funziona, ma per fare un servizio di qualità è consigliabile sapere bene cosa c’è dietro il prodotto o l’iniziativa. Scoprire che le cose non sono andate esattamente come le si è descritte, che l’autore non è chi si credeva o che addirittura ha copiato da altri significa fornire un brutto servizio.
Purtroppo confrontandosi con una sterminata platea di blog e siti di informazione, il timore di restare indietro e pubblicare argomenti “vecchi” e alto, e c’è il rischio di muoversi con troppa fretta. Informarsi, verificare ed approfondire richiede tempo prezioso, e dato che la maggioranza dei blogger non riceve nessun guadagno dalla sua attività, ma nemmeno nessun controllo, tutto è demandato alla propria coscienza.

In alcuni periodi arrivo a conservare tra le bozze una decina di articoli, come riserva nelle giornate in cui non ho tempo a sufficienza per aggiornare il blog. L’inconveniente è che se gli articoli restano in coda troppo a lungo, rischiano di diventare vecchi prima di nascere: mi è successo di trovare su blog di grande seguito argomenti che avevo in programma per la settimana seguente, ed è frustrante perché ci fai la figura del piccolo che imita il grande.
Come legge del contrappasso, è possibile che la blogosfera trovi con incredibile ritardo qualcosa che nella “first life” è conosciuto già da un anno o più. È sufficiente che prodotti “vecchi” di 2-3 anni siano scoperti da qualche top blogger, per scatenare un effetto a catena su altri siti affini.
Questo dimostra come spesso la “coolness” possa essere relativa, e non sempre le notizie più fresche siano quelle che trovate sul web. È vero che sempre più spesso blog e social network sono saccheggiati da giornali e riviste, ma quest’ultimi restano sempre una ricca fonte di informazioni per il web… lo scambio è reciproco, e non è facile sapere cosa ci riserverà il futuro.

Parte 6: I soldi fanno perdere credibilità al blogger?
Parte 5: Quanto si guadagna con un blog?
Parte 4: Le segnalazioni dei lettori
Parte 3: Vale più il click da un banner o da un articolo?
Parte 1: Quanti post scrivere al giorno?

Scritto da:

Stefano Ricci

Sono un architetto che vive e lavora a Cesena. Costruzioni Lego, fumetti e cinema mi hanno spinto verso una professione di creativo e verso ELMANCO, nato nel lontano 2005. Nel corso degli anni il blog ha cambiato pelle molte volte, ed ora è dedicato alla mia passione per l'industrial e il graphic design. Se ELMANCO ti piace, suggeriscilo al tuo compagno di banco.

2 commenti »

  1. Hai proprio ragione. Anche l’immagine del blog deve essere ridimensionata. A chi dice che i giornali ecc. non andranno più si dovrebbe dire: e poi i blogger cosa commentano? Dove prendono le notizie, come accedono alle fonti primarie? Il fenomeno blog come lo conosciamo adesso è una fase di passaggio. Si trasformerà in altro.

    Commento by Margherita — 12 marzo 2008 @ 14:36

  2. A proposito della “pericolosità” di pubblicare in fretta, consiglio questo articolo di Core 77.
    http://www.core77.com/blog/featured_items/la_tour_awful_the_truth_is_rendered_by_alissa_walker_9638.asp

    Commento by Stefano Ricci — 5 maggio 2008 @ 15:32

RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URL

Lascia un commento

Occorre aver fatto il login per inviare un commento