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Quanti post scrivere al giorno?

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Quando 3-4 anni fa ho iniziato ad interessarmi alla blogosfera, erano pochi i blog di design e tendenze a pubblicare più di un articolo al giorno, mentre ora quelli più importanti si rincorrono rilasciandone fino a 4-5.
Perché questo avviene, e che conseguenze ha?
Le ragioni sono da cercare nell’esplosione numerica della blogosfera: siamo molti di più a leggere e scrivere, ed è diventato più facile trovare argomenti o novità irresistibili da pubblicare, ma anche gente disposta a scrivere a costi nulli o irrisori.
Il risultato è un sovraffollamento di informazioni: la qualità complessiva cresce, nonostante non tutti ne siano convinti, ma quella media si abbassa e trovare ciò che davvero interessa si fa più difficile perché distratti da tanti altri input.

Per tornare alla domanda iniziale, credo non esiste una risposta univoca perché dipende sempre dai casi e da gli obbiettivi. Per quanto mi riguarda posso dire che difficilmente pubblicherò più di 7-8 articoli alla settimana, per due motivi. Il primo è che sono solo a portare avanti ELMANCO, il secondo è che un numero maggiore ridurrebbe l’attenzione che il pubblico rivolge al singolo articolo e indirettamente mi porterebbe a dedicare uno sforzo minore alla sua compilazione. Insomma, meglio pochi ma buoni: 3 articoli al giorno aumenterebbero le visite, ma di certo non le triplicherebbero, e senza sufficienti entrate pubblicitarie non credo ne valga la pena.

Parte 6: I soldi fanno perdere credibilità al blogger?
Parte 5: Quanto si guadagna con un blog?
Parte 4: Le segnalazioni dei lettori
Parte 3: Vale più il click da un banner o da un articolo?
Parte 2: Tempi moderni

Scritto da:

Stefano Ricci

Sono un architetto che vive e lavora a Cesena. Costruzioni Lego, fumetti e cinema mi hanno spinto verso una professione di creativo e verso ELMANCO, nato nel lontano 2005. Nel corso degli anni il blog ha cambiato pelle molte volte, ed ora è dedicato alla mia passione per l'industrial e il graphic design. Se ELMANCO ti piace, suggeriscilo al tuo compagno di banco.

11 commenti »

  1. Sono perfettamente d’accordo con te. Io seguo molti blog che postano postano e postano ma spesso gli articoli non riesco a leggerli per intero.

    Altri blog invece sono molto più fruibili, come il tuo.
    Ho adottato anch’io la stessa tecnica che proponi nel mio blog.

    Commento by Eduard Roccatello — 3 marzo 2008 @ 14:11

  2. Il consiglio che si dava all’inizio del fenomeno blogging era di scrivere tanto per mantenere vivo l’interesse dei lettori.

    In tempi recenti, blogger che si occupano della materia, stanno rivedendo il principio e dicono meno post più qualità.

    In parte il principio di postare tanto rimane ancora valido, perché se anche non si legge per intero un post, la novità continua e costante incuriosisce. Ma la quanlità fa e farà sempre più la differenza, visto l’appiattimento a cui si va incontro.

    E’ una questione di obiettivi ma anche di risorse. Un conto è una redazione, un conto è un blog personale.

    Commento by Margherita — 3 marzo 2008 @ 14:41

  3. Caro Stefano, come saprai condivido pienamente il tuo punto di vista. Aggiungerei solo un’altra cosina. Essere blogger ha un significato ben preciso. Non confondiamo i blog con delle specie di “redazioni”. Nei post che Stefano scrive c’è la passione di una persona che si dedica ad un argomento ben preciso e che ha delle conoscenze specifiche; non scriviamo tanto per scrivere o per riempire il blog di notizie che magari nemmeno ci interessano. La qualità si misura anche in questo a mio avviso.

    Commento by ivanadesign — 3 marzo 2008 @ 15:20

  4. Non voglio dire che chi scrive 5 post al giorno necessariamente abbia una qualità più bassa (perchè tanto gli autori saranno più di uno), ma di sicuro l’attenzione del lettore cala, e quindi c’è il rischio di diventare più “elastici” quando si sceglie cosa pubblicare.

    Se mi pagassero decentemente probabilmente ne pubblicherei anche 3 di articoli al giorno… questo è ovvio.

    Concordo Ivana, la differenza tra un giornalista e un blogger è anche nell’interesse che si prova per l’argomento di cui si scrive.

    Commento by Stefano Ricci — 3 marzo 2008 @ 15:37

  5. la mia idea di blog è che se questo è commerciale, non è un blog ma un sito di divulgazione.

    Un blog è per definizione un web log, un diario che può essere specializzato o meno. Blog è opinione ed informazione personale. Altrimenti anche i quotidiani sarebbero blog.

    Commento by Eduard Roccatello — 3 marzo 2008 @ 15:45

  6. Se c’è da scrivere, è bene che tu scriva.

    Riempire un articolo di aria fritta può avere un effetto immediato positivo perchè fa aumentare il numero dei post ma a lungo andare peggiora la qualità e la sostanza del forum.
    Seguendoti quasi ogni giorno direi però che per la tua categoria, il Design, tu hai trovato un buon compromesso.
    Saluti
    DdF

    Commento by DdF — 3 marzo 2008 @ 16:00

  7. per fortuna che sul mio blog siamo in 4 a scrivere; speriamo presto di garantire 2-3 post al giorno; al momento non ci siamo ancora riusciti.
    cmq ad esempio personalmente io evito di generare millemila post al giorno facendo un copia ed incolla dai blog più disparati….meglio pochi ma buoni…o spero :D

    Commento by dontworrybecreative — 4 marzo 2008 @ 16:52

  8. Il problema è un’altro a mio avviso. Ovvero che nessuno, o pochissimi, dei siti si occupa effettivamente di informazione. Di conseguenza la cadenza con cui si pubblica è squisitamente arbitraria, come d’altronde i contenuti. Non ci sono notizie del giorno, ne regole di informazione, ne dottrine che stabiliscano delle priorità. E’, menomale, tutto molto soggettivo e anarchico.
    Per questo mi chiedo: come mai in questo marasma che è il blogging del mondo delle arti visive si da una tale iportanza all’aggiornamento? E soprattutto: come mai buona parte dei blog si limita alla pura segnalazione? Cosa sta segnalando dal momento che non è una news?
    Secondo me una scelta arbitraria (il post) va motivata con una adeguata riflessione, con una critica, o con uno spunto in più, che sottosta alla linea del blog.
    Come dice Eduard, o è informazione, o opinione (personale o no) il resto sono chiacchiere.Altrimenti tutto è chiasso, rumore, immagini e sovrapposizioni isteriche di pubblicazioni: fumo negli occhi. E si finisce che non ci guadagna nessuno.

    Commento by Roberto/ Pata — 6 marzo 2008 @ 01:51

  9. Grazie della commento Roberto, che giustamente solleva un tema adiacente, quello dell’urgenza dell’informazione: è un argomento che ho preparato per una delle puntate successive.

    Ovviamente concordo che sono ben poche le notizie veramente nuove che si scoprono sui blog, e che quando si propone qualcosa con una tempistica personale è consigliabile farne anche una riflessione molto personale.

    Commento by Stefano Ricci — 6 marzo 2008 @ 08:57

  10. Ciao Stefano.

    Io sono dell’idea che un blog debba essere impostato come “analisi personale di un’informazione”.
    Un articolo quindi deve avere come base un’informazione interessante, sulla quale poi si esprime un commento, si formula una sua precisa valutazione. Ecco quindi che scrivere un articolo non può essere un’operazione automatica e pianificata: ci sono dei tempi per reperire l’informazione, e dei tempi per valutarla. Ah, dimenticavo…dei tempi per scriverla!!

    Ciao e complimenti per il lavoro che stai facendo!

    Commento by Sandro — 11 marzo 2008 @ 10:40

  11. ciao,
    è da tempo che visito Elmanco con la curiosità di trovare sempre qualche gustosa, magari stravagante, novità.
    Penso, senza dover scomodare gli assenti che dopo l’invenzione della stampa, il blog anziché i “siti” è la cosa che muove più gente appassionata di scrittura, informazione, diari, fotoblog… insomma finalmente chiunque del mondo tecnologico può finalmente decidere cosa fare della sua penna, del suo cannocchiale, e dei suoi aerei e viaggiare libero.
    Riguardo il postare a valanga o regolarmente, dipenda da quanta voglia ha di comunicare con chiunque, virtualmente, anche se le presenze sembrano poi esserci veramente. Credo non debba esistere un metronomo che regoli il nostro piacere.
    Io mediamente posto giornalmente, favorito dal fatto che ho molto tempo libero ma anche più volte se voglio condividere una notizia curiosa o allarmante, viaggio sulle 500/800 visite al giorno, e non me lo so spiegare, forse sono anche gli album fotografici personali che piaciono, ma evito a dover essere obbligato a ricambiare, se dovessi non aver più visitatori per questo motivo, non mi allarmerei più di tanto, il piacere di postare pensando di raggiungere chiunque in rete è già di per se un segnale di quel mondo che è cambiato, ed in questo caso “in meglio”.
    Ciao
    Alex

    Commento by Alex — 11 marzo 2008 @ 17:24

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