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Manuelle Gautrand | Citroen showroom

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L’architetto francese Manuelle Gautrand ha progettato quello che considero uno dei migliori esempi possibili di integrazione tra un brand e l’architettura che lo deve rappresentare. Sto parlando dello showroom Citroen di Parigi, uno spettacolare spazio di 8 piani inserito nella schiera di edifici lungo i Champs-Elysees.
L’elemento che connota l’intervento è la lunga vetrata che da rivestimento di facciata si trasforma in copertura, fino a ricoprire entrambi i lati dell’edificio. Questa “pelle” ha una movimentata superficie che si ispira al logo della casa automobilistica: le famose doppie frecce che puntano verso l’alto. Il simbolo viene poi gradualmente distorto lunga tutta la struttura, che può essere considerata alla stregua di una declinazione del corporate Citroen. Un progetto coraggioso e di difficile realizzazione, che ha creato un monumento al design Citroen impossibile da dimenticare.
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Stefano Ricci

Sono un architetto che vive e lavora a Cesena. Costruzioni Lego, fumetti e cinema mi hanno spinto verso una professione di creativo e verso ELMANCO, nato nel lontano 2005. Nel corso degli anni il blog ha cambiato pelle molte volte, ed ora è dedicato alla mia passione per l'industrial e il graphic design. Se ELMANCO ti piace, suggeriscilo al tuo compagno di banco.

6 commenti »

  1. Ciao Stefano,
    bel post perchè pone l’attenzione su un fatto interessante:
    l’intento di “brandizzare” tutto è una delle manie dei grandi marchi internazionali…
    ..l’idea di progettare un edificio partendo dalla forma del logo è stata sviluppata anche dallo studio Olandese UNSTUDIO per mercdes-benz (http://architettura.supereva.com/architetture/20020913/index.htm)
    Ciao

    Commento by rocco — 28 gennaio 2008 @ 14:21

  2. Devo dire che dal vivo è un bellissimo esempio di brand-architettura. Anche gli interni sono molto particolari. Complimenti per l’articolo;)

    Commento by ivanadesign — 28 gennaio 2008 @ 23:15

  3. http://flickr.com/photos/goodduck/530220904/

    Commento by goodduck — 10 marzo 2008 @ 06:00

  4. La cosa più stupefacente di questo progetto (a cui non sono riuscito a darmi una risposta, pur guardandolo in ogni dove) è: come fanno a portare fisicamente dentro e poi sulle mensole le automobili? Tu l’hai capito? Da dove entrano, come entrano e come le portano in posizione.
    Progetto notevolissimo.
    Complimenti per il sito.

    Commento by martino — 28 maggio 2008 @ 00:24

  5. Ciao Martino, buona domanda.
    Dalle immagini e piante che ho trovato non l’ho capito nemmeno io… immagino che, ben cammuffato, ci sia da qualche parte un elevatore che raggiunge tutte le pedane.

    Commento by Stefano Ricci — 28 maggio 2008 @ 09:22

  6. Ciaro Stefano. Io ho una mia personale interpretazione: le mensole possono essere movimentare come dei montacarichi che scorrono sul montante centrale. La cosa straordinaria è che non è visibile alcun meccanismo e che questo montante è rivestito dal carter rosso che rende impossibile ogni scorrimento. Quindi, azzardo io, ogni volta che allestiscono, i carter vengono smontati e i meccanismi messi a nudo. Non praticissimo, ma l’effetto è straordinario.
    Buona giornata.

    Commento by martino — 28 maggio 2008 @ 09:36

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