
Qualche settimana un mio amico mi aveva parlato di una cosa del genere, ma il sito in questione mi è capitato casualmente sottomano solo pochi giorni fa.
Napkin è un’azienda italiana che ha ideato un processo di liofilizzazione per tessuti che consente ad un tovagliolo compresso di raggiungere le dimensioni di una pastiglia; per riportarlo all’aspetto originale è poi sufficiente versarci sopra qualche goccia d’acqua.
E’ un prodotto che può avere diverse applicazioni (funziona anche con le t-shirt) e si dimostra utile per risparmiare spazio, oppure creare un gadget originale: non a caso Napkin offre un packaging stiloso e non convenzionale.
15
Jan
2008
Napkin
7 commenti a "Napkin"
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troppo figo:D
bella stefano
Sinceramente mi sembra di essere tornati all’episodio di BUSTA pubblicato sempre su elmanco.
Apprezzo il fatto che abbiano fatto un merchandising ed una serie di oggetti improntati sulla pastiglia, però i vestiti pressati esistono da anni… mah!
Pressati sì, ma di liofilizzati non conoscevo nessuno finora… anche se è probabile che altri ci abbiano pensato prima!
Un’applicazione interessante che mi hanno detto di aver visto in un ristorante è quella di una salvietta che, esposta al vapore, si schiude gradualmente.
Ciao Stefano!
Beh senz’altro i napkin sono un prodotto senza eguali!
poi hanno anche un sito da paura!!!!
Un saluto!!!
se guardi il video nel loro sito si vede che il processo è il medesimo;, sia che si dica liofilizzazione o pressatura si tratta comunque di tessuti compressi.
Ribadisco il mio apprezzamento verso il resto del merchandising, veramente molto bello e in tema, ma l’idea non mi sembra proprio nuovissima…
Li usano a Bologna in un bar-ristorante vicino al cento (ok ce ne sono 100 mila… se mai troverò l’indirizzo ve lo lascio ^^).
Simone
Salve,ho notato anche queste particolari salviette “Napkin” al Billionaire di Porto Crvo e al Twigà di Marina di Pietra Santa,molto originali e innovative!