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Perché le emoticons Americane e Giapponesi sono differenti?

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Frizzifrizzi ha pubblicato la versione italiana di un’interessante post apparso sul leggendario Boingboing pochi giorni fa, e che mi era sfuggito. L’argomento sono le emoticons, le “faccine” che permettono con pochi segni ortografici di esprimere uno stato d’animo, e che sono diventate scorciatoie, ma anche qualcosa di più, per molti di noi nella compilazione di sms ed e-mail.
Un recente studio scientifico ha dimostrato come le differenze tra emoticons occidentali (americane) ed orientali (giapponesi), siano dovute alle differenti culture e convenzioni sociali tra i due popoli. Mentre le emoticons occidentali esprimono le emozioni soprattutto variando la rappresentazione della bocca, e sono lette orizzontalmente, quelle orientali si basano sui cambiamenti degli occhi. Questa diversità si spiega con la constatazione che “per loro cultura i giapponesi, in presenza di altri, tendono a reprimere le loro emozioni più di quanto facciano gli americani(ed in effetti basta farsi una scorpacciata di film e libri giapponesi per rendersene conto) quindi per capire meglio il vero stato d’animo di chi gli sta di fronte devono basarsi proprio sugli occhi, molto più difficili da controllare rispetto alla bocca.”.
La maggior parte di emoticons che vedo usate in Italia sono del tipo americano, ma non manca certo nemmeno l’altra tipologia, anche se la ritengo, ma forse in maniera errata, tipicamente femminile.

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Stefano Ricci

Sono un architetto che vive e lavora a Cesena. Costruzioni Lego, fumetti e cinema mi hanno spinto verso una professione di creativo e verso ELMANCO, nato nel lontano 2005. Nel corso degli anni il blog ha cambiato pelle molte volte, ed ora è dedicato alla mia passione per l'industrial e il graphic design. Se ELMANCO ti piace, suggeriscilo al tuo compagno di banco.

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