E’ possibile fare concorrenza ai già supereconomici sistemi VOIP come Skype? Questa è la scommessa di My blue zebra, una compagnia telefonica lanciata pochi mesi fa dall’australiano David Freyer e l’italiano Adrea Tessitore.
Chiarisco immediatamente che rispetto ai VOIP tradizionali non cambia la sostanza, i costi sono simili (bassissimi in confronto alla telefonia tradizionale), ed è sempre necessario avere sotto mano un pc connesso ad internet, quello che invece cambia è l’interfaccia. Non deve essere installato alcun software, e non servono cuffie, microfoni o speciali telefoni USB, My blue zebra funziona così: ci si collega al sito, si fa il login con il proprio account, e si digitano sia il numero di telefono da cui si vuole chiamare che quello con cui ci si vuole mettere in contatto. Dopo pochi istanti il telefono che si è fornito squilla, e rispondendo si è messi in connessione con il numero che vogliamo chiamare.
Rispetto a Skype il vantaggio è quello di potere utilizzare il tradizionale telefono cellulare o di casa senza che sia indispensabile una linea adsl e l’installazione di un software, lo svantaggio è che effettuare la chiamata è un poco più laborioso e non sono disponibili istant messanger o multiconferenza. In entrambi i casi, il credito deve essere comprato in anticipo attraverso carta di credito, con tagli da 10 o 20 euri.
Si tratta di due diversi servizi con i rispettivi vantaggi e svantaggi, e che si rivolgono ad utenti con abitudini diverse. L’idea è comunque non banale e degna d’interesse, poi ci penserà il mercato a giudicare. Non ho compiuto l’iscrizione, quindi non ho ancora testato fino in fondo My blue zebra, il cui sito si presenta ancora molto spartano; il sistema comunque funziona, puoi provare tu stesso a fare una breve telefonata di circa un minuto (anche in sud america…), compila i campi dei numeri telefonici e aspetta. Se qualcuno si è iscritto al servizio lasci un commento qua sotto, sono curioso.
Col classico senno di poi, si può dire che il progetto non ha funzionato…
Commento by Stefano Ricci — 16 marzo 2011 @ 16:43